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Mi rivolgo a codesta redazione per avere da Voi un'opinione sulle cure, e su come intervenire in caso di calcoli biliari.
La notte scorsa, abbiamo chiamato l'ambulanza per nostro figlio di ventinove anni, che era in preda ad una dolorosissima colica. L'intervento del personale ospedaliero è stato quantomai encomiabile. Ma la diagnosi ci ha un po' sorpreso, data l'età di nostro figlio. Gli esami ai quali è stato sottoposto hanno confermato che si tratta di calcoli alla cistifellea.
Giovedì gli faranno un'ecografia all'addome. Il medico, comunque, ci ha detto che il più delle volte, in questi casi, l'unica cura possibile è l'intervento chirurgico (anche a me, è stata asportata la cestifellea sei anni fa, avevo cinquant'anni, mentre mio figlio di anni ne ha solo 29). Vi sarei grata se poteste darmi il vostro parere, e suggerirmi delle eventuali cure alternative.
Ringrazio per la newsletter che ricevo regolarmente e che leggo sempre con il massimo interesse.
Gentilissima Lettrice,
In tutti i casi di peggioramento delle condizioni del fegato (da dei semplici calcoli biliari a una franca steatosi epatica) bisogna considerare le tutte le possibili interazioni infiammatorie derivanti da un eccesso di insulina o da una condizione di aumentata reattività verso alcune classi alimimentari, prima tra tutte la classe dei lieviti.
Pertanto in un quadro simile è importante ricorrere a un test diagnostico per le ipersensibilità alimentari come potrebbe essere un Test DRIA o un Alcat Test.
Quando si parla di fegato è però importante prendere in esame anche le eventuali infezioni virali di quest'organo per le quali rimandiamo ai tanti articoli pubblicati sul nostro sito.
Ci preme sottolineare l'importante rapporto tra latte e resistenza insulinica. Studi scientifici ormai confermano pienamente questi processi ed è importante comprendere come un aumento della concentrazione di insulina nel sangue possa determinare, anche a livello epatico, uno stato di infiammazione persistente che può facilitare o portare a una calcolosi.
Se a questo aggiungiamo la componente di infiammazione immunitaria derivante dalla continua assunzione di alimenti mal tollerati (statisticamente in caso di problemi epatici la classe dei lieviti) cominciamo a descrivere un quadro molto completo di tutte le possibili interazioni che si incrociano intorno a una manifestazione come una colica biliare.
Quindi per affronatare un problema come quello descritto è importante prevedere una settimana di completa astensione da latte e lieviti a cui far seguire anche per un lungo periodo due giorni in cui non si assumono latticini e sostanze fermentate durante la settimana (ipoteticamente il martedì e il venerdì). In questo modo è possibile ridurre anche sensibilmente il livello infiammatorio generale dell'organismo mantenendo in equilibrio anche il fegato.
Nella colonna qui a destra sono riportate le schede alimentari in cui vengono descritti dettagliatamente tutti gli alimenti che contengono latte e lieviti.
Non è detto che questo atteggiamento, affiancato magari a drenanti epato biliari come Depur e Inositolo possa essere risolutivo, perché se il calcolo è già di dimensioni notevoli l'intervento può essere l'unica soluzione, ma in caso di piccoli calcoli o di “fango biliare” la risposta clinica è spesso rapida e il miglioramento della digestione e la cessazione delle coliche sono evidenti.
Cordialmente,
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
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