Per quanto lieve sia l'allergia, infatti, determina comunque l'effetto che avrebbe una tazza di benzina versata sulla cenere fredda: nessuna reazione se il fuoco è davvero spento, ma se sotto la cenere c'è della brace accesa (come nel caso della contemporanea presenza di infiammazione dovuta a un'intolleranza alimentare), si leva immediatamente una intensa fiammata. A quel punto, la terapia più efficace di una forma con queste caratteristiche è quella diretta prima di tutto al controllo dell'intolleranza alimentare o del fenomeno infiammatorio sottostante, e solo in un secondo momento al controllo dell'allergia.
In altre parole, capita che persone con sintomi da allergia ai pollini o agli acari si ritrovino guarite grazie a una dieta di rotazione su pomodori o formaggi. Questo è stato documentato e precisato anche per gravi patologie respiratorie, come per malattie come l'artrite reumatoide.
Nonostante le loro evidenti differenze, nella pratica clinica è necessario tenere conto di come allergie e intolleranze si influenzano a vicenda, rendendo ragione di molti sintomi difficilmente interpretabili in un'ottica allergologica classica.
Una intolleranza al latte (magari graditissimo al paziente che non ha mai avuto problemi a digerire i formaggi) può essere la causa di un mal di testa refrattario a qualsiasi cura, può impedire la guarigione di un'infezione genitale, può amplificare il dolore di una patologia complessa come l'artrite reumatoide. Curare l'intolleranza, per contro, può aiutare a tenere sotto controllo gli stessi sintomi, così come le reazioni acute di un'allergia respiratoria o cutanea. Ma non per questo bisogna confondere l'avversione psicologica (o digestiva) per qualche alimento con l'intolleranza alimentare, che anzi, il più delle volte riguarda un cibo gradito e quindi assunto regolarmente. Uno dei meccanismi maggiormente implicati nella costruzione delle intolleranze alimentari sembra infatti il mancato ‘riposo' dell'organismo nei confronti di certe sostanze. Oggi che quasi ogni cibo è costantemente presente sulle nostre tavole, infatti, il sistema immunitario non riesce più a smaltire il sovraccarico di certi antigeni alimentari.
Anche se non tutte le malattie sono riconducibili a questo tipo di reazione, l'esperienza indica chiaramente che tali fenomeni sono in grado di sostenere molteplici patologie, come è dimostrato dal fatto che quasi sempre, quando si cura un'intolleranza alimentare, i sintomi della patologia evidente si attenuano, le terapie farmacologiche tornano a funzionare e cresce di pari passo il benessere globale.
Dottor Attilio Speciani , allergologo e immunologo clinico
Redazione Eurosalus
lo staff medico di eurosalus
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