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domenica, 6 aprile 2008 1:00

Intolleranze alimentari: cosa sono

Le intolleranze alimentari hanno caratteristiche diverse dalle allergie, soprattutto per il modo in cui si determinano e per i tempi necessari alla comparsa dei sintomi, anche se spesso i sintomi che si evidenziano sono identici.

A differenza delle allergie alimentari che si manifestano immediatamente, la reazione che porta ai sintomi di una intolleranza assomiglia molto di più ad una specie di avvelenamento lento; ciò è dovuto all'intervento di altre cellule o di altri anticorpi, diversi dalle IgE.

Sono reazioni più lente e insorgono dopo ore o addirittura giorni dalla introduzione dell'alimento, talora anzi è necessario ripetere per più giorni l'introduzione dell'alimento per poter vedere comparire i sintomi.

È necessaria la reintroduzione ripetuta della sostanza per scatenare la reazione. L'introduzione di un alimento verso cui esista intolleranza agisce in pratica come una specie di lento “avvelenamento”, anche se l'organismo è in grado di riconoscere la presenza del nemico in modo quasi istantaneo.

I sintomi delle intolleranze

Mentre i sintomi connessi alle allergie sono percepiti quasi immediatamente, con un preciso rapporto di causa ed effetto, i sintomi provocati dalle intolleranze alimentari (o allergie ritardate) sono il frutto di uno stimolo immunologico di entità ridotta, ma ripetuto nel tempo; è meno facile quindi riconoscere un rapporto diretto tra la sostanza che scatena la reazione e la reazione stessa. Per questo la sintomatologia dell'intolleranza alimentare viene spesso svalutata. Ma si può manifestare in modo estremamente vario ed interessare qualsiasi sistema o apparato. I sintomi e i disordini più frequenti sono i seguenti.

Apparato gastrointestinale

Meteorismo, eruttazioni, diarrea, nausea, gastrite, reflusso gastroesofageo, epigastralgia, colite, sindrome del colon irritabile, dispepsia, sensazione di pesantezza, dolori addominali, malassorbimento, malattie infiammatorie intestinali, appetito ridotto o aumentato, crampi.

Sistema respiratorio

Riniti, sinusiti, bronchiti, asma, tosse, difficoltà di respirazione, tendenza a ripetere forme infettive, faringite o laringite, raucedine, poliposi nasale e sinusale, russamento (roncopatia), ostruzione nasale, olfatto ridotto o aumentato

Cute

Eruzioni cutanee, eczema, orticaria, acne, dermatiti, prurito cutaneo, ritenzione idrica e linfedema, lesioni vasculitiche, eritema solare; il controllo delle intolleranze alimentari può essere di aiuto anche nella riduzione delle reazioni tipiche della psoriasi e della dermatite atopica

Sistema nervoso

Cefalea ed emicrania, astenia, difficoltà di concentrazione, torpore mentale, sonnolenza, vertigini, affaticamento, sbalzi d'umore, sindrome da stanchezza cronica, alcune forme di insonnia, manifestazioni epilettiche con aura; in relazione a studi recenti che coinvolgono la neurochimica cerebrale, anche aspetti nevrotici, tendenza depressiva, ansia, iperattività ed altri sintomi classicamente neurologici oggi possono essere aiutati anche da un controllo alimentare. 

Apparato genito-urinario

Cistiti, vaginiti, infezioni, sterilità, dismenorrea, candidosi, cistiti abatteriche (quelle in cui non sembra esserci alcun battero responsabile), ripetizione di queste patologie, enuresi, mestruazioni abbondanti o dolorose o irregolari, endometriosi (in cui può essere concausale).

Sistema muscolare e articolare

Mialgie, crampi, tendenza agli strappi, dolori articolari, artriti, spasmi, tremore, rigidità muscolare, artrite reumatoide.

Altro

Edemi, gonfiore delle palpebre, del volto o delle gengive, congiuntiviti, infezioni ricorrenti, afte, difficoltà di deglutizione, ronzio auricolare, perdita di udito, aumentata sensibilità ai suoni, angina, palpitazioni, tachicardia, infiammazioni venose o arteriose, vasculiti, anemia, leucopenia, riduzione delle piastrine. È ormai sicuro che l'interferenza sul sistema immunitario può contribuire alla nascita di molte malattie autoimmuni o reumatologiche; si tratta di Artrite reumatoide, Crioglobulinemia, Morbo di Crohn, Colite ulcerativa, LES e alcuni casi di Diabete e Sindrome di Cushing.

Metabolismo,  diabete e obesità

È stato osservato che può esistere una relazione tra intolleranza agli alimenti e soprappeso: controllando l'assunzione degli alimenti non tollerati si può ottenere una riduzione dell'infiammazione indotta dagli alimenti, una riduzione dei radicali liberi e un miglioramento della sensibilità insulinica, con effetti a cascata sul metabolismo. Nel 2007 sono state anche identificate le particolari cellule immunitarie (dei mastociti) che sono presenti nel tessuto adiposo, e che in caso di infiammazione allergica inducono appunto l'aumento della resistenza insulinica. Il controllo dietetico dei cibi non tollerati può quindi contribuire fortemente all'attivazione del metabolismo e al calo di peso, ottenuto soprattutto attraverso la perdita di massa grassa con il risparmio della massa magra.

La presenza di una reazione avversa a cibo non determina solo malattie, ma anche condizioni disturbate nel soggetto sano; se infatti parliamo di Sovrappeso, di Stanchezza cronica, e di Performance muscolare sportiva ci riferiamo a condizioni non necessariamente patologiche, ma in cui il controllo della ipersensibilità alimentare può portare a sensibili e importanti miglioramenti.

In genere comunque, qualsiasi disturbo con componente infiammatoria cronica di cui non si riesca a comprendere l'origine dovrebbe fare pensare anche ad una ipersensibilità alimentare nascosta.

Quando un disturbo può essere causato (del tutto o in parte) da una ipersensibilità alimentare, questo significa che è possibile guarire (o contribuire a migliorare) quel disturbo anche con una semplice dieta, una volta che siano stati identificati i cibi verso cui esista una ipersensibilità.

Attilio Speciani

Allergologo e Immunologo Clinico

Intolleranze  Allergie 

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