Hai dormito poco? Meglio fare un riposino (di meno di 30 minuti)


di Michela Carola Speciani
06 Giugno 2018

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Sulla funzionalità del riposino, i risultati degli studi sono controversi e dipendono molto dalla situazione che porta al riposino e da altre variabili: meno di 30 minuti di riposino ad esempio sembrano ridurre la mortalità da tutte le cause, mentre quando il riposino si prolunga oltre i 45 minuti la rotta si inverte e la mortalità incrementa. 

La necessità di riposino dipende in genere, nell'adulto, dal sonno notturno, che a sua volta è un importante fattore di rischio infiammatorio, metabolico e cardiovascolare.

In caso di sonno notturno ridotto occasionalmente (come nel caso di chi lavora con i turni), sembrerebbe comunque avere effetti positivi sulla gestione della stanchezza e sulla conseguente performance giornaliera.

Uno studio simile, pubblicato sull'European Journal of Sport Science a maggio 2018, ha evidenziato come un sonnellino di 10-30 minuti pomeridiano influisse positivamente sulla performance degli atleti che si allenavano (anche) nel pomeriggio, ma solo se questi avevano dormito meno di 7 ore la notte. In particolare il risultato positivo sembrava mediato dal ridotto senso di stanchezza durante l'allenamento. 

Ecco quindi che gli studi sembrano trovare un accordo: sì, nell'adulto, al riposino occasionale per ritrovare un po' di freschezza fisica e mentale a seguito di una notte un po' insonne.

Meglio che il riposino resti di breve durata ed è importante ricordare che il sonno notturno resta importante da rispettare per il nostro benessere quotidiano.

Bibliografia essenziale