Il trattamento naturopatico dell'intestino


di Luca Avoledo
14 Giugno 2007

Abbiamo già visto quanto sia stretto, secondo la visione naturopatica, il legame esistente tra perfette condizioni intestinali e salute generale dell'organismo. Esaminiamo ora come si procede a un completo riequilibrio dell'intestino, che, in naturopatia, assume il ruolo di un vero e proprio trattamento di terreno.

Per ripristinare l'equilibrio dell'intestino è necessaria una strategia su più fronti, che possiamo chiamare “2D+2R”: Disinfezione, Drenaggio, Reimpianto e Riparazione. Non dev'essere tuttavia dimenticato che la naturopatia è una disciplina con un approccio fortemente individualizzato e il trattamento di base di seguito descritto dovrà quindi essere adeguato alla costituzione del soggetto, all'entità dell'intossicazione intestinale e ad altre specificità.

Disinfezione (soppressione dei microrganismi dannosi)

A tal fine, è utile una miscela di oli essenziali scelti tra Thymus vulgaris var. a timolo, Thymus vulgaris var. a tujanolo, Origanum compactum, Satureja montana, Melaleuca alternifolia, Ravensara aromatica, opportunamente diluiti in estratto idroalcolico di propoli. Deve essere comunque prestata grande attenzione nell'utilizzo degli oli essenziali per via interna: per i gravissimi rischi connessi al sovradosaggio, sono da usare con la massima cautela e solo da parte di operatori esperti. Come prevenzione economica e alla portata di tutti è ottimo l'aglio, forte microbicida.

Drenaggio (allontanamento dall'intestino delle tossine e dei microrganismi morti)

Per favorire la pulizia intestinale, vengono utilizzate sostanze appartenenti a tre gruppi diversi:

  • gli agenti di massa, che assorbono acqua accrescendo il volume della massa fecale e velocizzandone il transito con azione puramente meccanica (appartengono a questo gruppo tutte le mucillagini: psillio, semi di lino, agar-agar, Malva sylvestris, Althaea officinalis, Plantago spp., il rimedio indiano Isabgol ecc);
  • gli antrachinonici (Cascara sagrada, Aloe ferox, Rhamnus pursiana, Cassia angustifolia, Rheum officinalis ecc.), molto aggressivi, che agiscono irritando la mucosa intestinale e provocando una peristalsi non fisiologica (il loro uso prolungato provoca assuefazione e personalmente in genere li sconsiglio);
  • infine gli osmotici, che richiamano acqua nell'intestino, aumentandone il contenuto nelle feci e stimolando l'evacuazione (appartengono a questa categoria, oltre a qualche prodotto vegetale come la manna di Fraxinus ornus, alcuni sali quali il cloruro e il perossido di magnesio).

Chiaramente, oltre a eliminare le tossine dall'intestino, dovremmo cercare di evitarne l'accumulo, privilegiando i cibi biologici e seguendo un'alimentazione ad alto contenuto di fibre, che sono anch'esse agenti di massa.

Per una prevenzione facile è quotidiana, la scelta migliore è rappresentata quindi da una corretta alimentazione. Cereali integrali (riso, kamut, farro, frumento ecc.) e frequenti e le giuste porzioni di frutta fresca, verdura e legumi, grazie al loro contenuto in fibre solubili (pectine, mucillagini, gomme ecc.) e insolubili (cellulosa, emicellulosa, lignina ecc.), regolarizzano il transito e consentono di mantenere una sana flora batterica. Per evitare fenomeni fermentativi, dovranno anche essere attuate corrette combinazioni degli alimenti, oltre a masticare bene e a lungo i cibi. Completa l'opera l'assunzione di un paio di litri d'acqua al dì.

Reimpianto (reintroduzione della flora batterica benefica)

Questa operazione si effettua non solo per mezzo di fermenti lattici o probiotici (i batteri che si trovano nell'intestino sano), ma anche con l'assunzione di prebiotici, ovvero quelle sostanze che assicurano il nutrimento necessario ai microrganismi “amici” e ne favoriscono l'attecchimento. I principali batteri adatti alla ricolonizzazione sono i lattobacilli e i bifidobatteri, mentre inulina e fruttoligosaccaridi (FOS) sono i più importanti prebiotici.

Ma che caratteristiche deve avere un buon integratore probiotico? In commercio esiste una larga offerta di fermenti lattici. Purtroppo, molti integratori contengono ceppi inidonei o troppo pochi batteri. Leggete quindi attentamente quanto riportato sulle confezioni.

Un buon integratore probiotico deve essere:

  • multiceppo (almeno 4-5 ceppi batterici diversi, tra cui lattobacilli e bifidobatteri);
  • caratterizzato da un numero di batteri per capsula pari almeno a 5-10 miliardi;
  • in capsule gastroresistenti;
  • preferibilmente con prebiotici.
Riparazione dei tessuti danneggiati (intestino poroso)

I prodotti che permettono di ricreare la funzione di barriera della mucosa intestinale sono moltissimi. Alga klamat (che è anche prebiotica), glutatione, quercetina, glutammina, vitamine (B5, B6, B9, B12, C, E e betacarotene) e minerali (zinco, selenio e silicio organico) sono tutte sostanze utili, specie se utilizzate in sinergia.

In molti casi è indispensabile affiancare al trattamento intestinale la valutazione, con i test più opportuni, di eventuali ipersensibilità alimentari e attuare una ponderata e temporanea rotazione settimanale dei cibi “incriminati”.

Quando può essere utile procedere a un trattamento naturopatico dell'intestino?

Gli indizi che evidenziano che l'intestino presenta una popolazione di batteri alterata in senso negativo sono numerosi, tanto che è più pratico elencare quali sono le caratteristiche di un intestino senza disbiosi. Non c'è disbiosi se le feci:

  • sono un corpo unico
  • sono pressoché inodori
  • non si attaccano al WC
  • galleggiano leggermente
  • quasi non serve carta igienica.

Per quanto sia fondamentale avere evacuazioni regolari, di per sé ciò non rappresenta quindi una garanzia sufficiente di buone condizioni intestinali.