Diabete: quattro modi efficaci per controllare la glicemia

di Gabriele Piuri - Medico Chirurgo
31 Ottobre 2018
Diabete: quattro modi efficaci per controllare la glicemia

DOMANDA

Da diversi anni ho problemi con la glicemia, e nell’ultimo periodo è un po’ fuori controllo. Devo confessare che non ho mai fatto particolare attenzione a quello che mangiavo, ma credo che sia arrivato il momento di impegnarmi. Come devo fare? Grazie mille per l’aiuto.

RISPOSTA

Gentilissimo Lettore,

il primo passo per controllare efficacemente gli zuccheri nel sangue è tenere monitorata la glicemia nel tempo. 

La misurazione istantanea della glicemia, più volte durante la giornata, prima e dopo i pasti, permette di fotografare il quadro glicemico in quel preciso istante ed è utile più per regolare la terapia farmacologica che non per avere un preciso indice prognostico.

Diversamente, con esami come l’emoglobina glicata e la fruttosamina è possibile stimare l’andamento della glicemia nel tempo in modo da verificare l’equilibrio glicemico nei 3 mesi precedenti e nelle 2-3 settimane prima dell’esame, rispettivamente. Questi due esami, e in particolare l’emoglobina glicata, sono un indice prognostico fondamentale da tenere in considerazione per valutare il risultato terapeutico tanto della terapia farmacologica quanto della terapia dietetica.

L'emoglobina glicata è un indice prognostico fondamentale per valutare il risultato terapeutico tanto della terapia farmacologica quanto della terapia dietetica.

A tal proposito un cambio di stile di vita deve essere la prima terapia da mettere in atto in caso di iperglicemia e diabete.

Prima di tutto è fondamenta bilanciare a ogni pasto carboidrati, proteine frutta e verdura a partire dalla prima colazione. La presenza contemporanea di tutte le componenti alimentari permette di rallentare l’assorbimento degli zuccheri e migliora di molto la risposta metabolica.

Allo stesso modo è importante evitare completamente zuccheri semplici e dolcificanti e utilizzare esclusivamente cereali integrali, che, grazie al loro maggior contenuto di fibre e proteine, rallentano ulteriormente l’assorbimento dei carboidrati. In situazioni come quella descritta l’utilizzo di pasta integrale, pane integrale, riso integrale, cracker integrali e così via diventa indispensabile.

Utile anche iniziare la giornata con una ricca prima colazione che merita di diventare il pasto più abbondante. Tutto quello che si mangia entro un’ora dal risveglio viene tutto trasformato in energia e attiva il metabolismo, con un effetto metabolico radicalmente diverso da quello che invece si mangia la sera e che viene sistematicamente messo di riserva sotto forma di grasso per il giorno dopo.

A una corretta impostazione dietetica deve seguire una regolare attività fisica. Non serve mettersi a correre la maratona e spesso è sufficiente iniziare a muoversi senza esagerare e rispettando il proprio livello di allenamento. Basta un’ora di passeggiata a passo svelto, un corsa leggera, un giro in bicicletta o della cyclette: l’importante è muoversi tutti i giorni per almeno 30-40 minuti consecutivi. Il movimento è tra le medicine più efficaci per trattare l’iperglicemia e il diabete.

In affiancamento a un reale cambio delle proprio abitudini è possibile intervenire con una corretta integrazione di minerali come Manganese, Rame, Zinco, Magnesio e Cromo. In particolare per quest’ultimo, una meta-analisi pubblicata sul Journal of Clinical Pharmacy and Therapeutics nel 2014 ha concluso che l’integrazione alimentare di Cromo migliora il profilo glicemico dei pazienti diabetici, con un effetto positivo anche sui trigliceridi e del colesterolo HDL, senza sostanziali effetti collaterali (Suksomboon N et al. J Clin Pharm Ther 39:292–306).

Anche l’agopuntura può rappresentare un valido supporto. Un articolo, pubblicato su Nutrition & Diabetes nel 2016, ha dimostrato che l’agopuntura può essere di grande aiuto per ridurre la resistenza insulinica e favorire il dimagrimento. L’aspetto interessante di questo studio è che le sedute di agopuntura sono state effettuate in pazienti già in terapia con Metformina il cui effetto è stato potenziato con l’utilizzo degli aghi.

Finalmente si sta assistendo, anche sul piano della ricerca scientifica, alla scoperta di una modalità integrata di trattamento (Firouzjaei A et al. (2016) Nutr Diabetes 6:e209).