Comfort food causa di discomfort psicologico (anche) nei bambini


di Michela Carola Speciani
07 Febbraio 2018

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La correlazione tra nutrizione e benessere (o malessere) psicologico è già molto ben documentata nell'adulto. Meno nota era questa correlazione nel bambino.

Ad affrontare il tema e indagare la relazione tra cibo e benessere psicologico nel piccolo adulto è stato lo studio chiamato IDEFICS, che è l'acronimo inglese di “Studio per l'Identificazione e la Prevenzione degli Effetti sulla Salute di Dieta e Stile di vita nel Bambino”.

I risultati sono stati evidenti: chi mangiava meglio aveva un migliore rapporto con i genitori, risultava complessivamente più felice, aveva una maggiore autostima e, statisticamente, una più serena relazione con i coetanei.

La differenza non era da attribuirsi alla differenza di peso o composizione corporea, che talvolta è purtroppo causa di difficoltà sociali, ma veniva proprio dalle scelte effettuate in tavola. 

Un bambino che tende ad avere difficoltà nei rapporti sociali con i coetanei (o con i genitori), spesso triste o con sbalzi di umore difficili da spiegare, potrebbe semplicemente avere bisogno di un supporto nutrizionale diverso per migliorare il proprio benessere.

In particolare sono risultati psicologicamente più sani e socialmente più felici i bimbi che mangiavano più frutta, verdura, pesce, grassi insaturi (oli spremuti a freddo e crudi, semi oleosi non tostati...), lasciando da parte zuccheri raffinati e grassi trans (quelli presenti ad esempio nei prodotti confezionati, dolci e salati, e nelle merendine).

Le regole di base per la nutrizione dell'adulto valgono e sono importanti anche per il bambino, in cui una buona e corretta abitudine nutrizionale può fare la differenza per un'infanzia più serena.

Ricordando che consultare il medico di riferimento è sempre la prima cosa da fare, un bambino che tende ad avere difficoltà nei rapporti sociali con i coetanei (o con i genitori), spesso triste o con sbalzi di umore difficili da spiegare, potrebbe semplicemente avere bisogno di un supporto nutrizionale diverso per migliorare il proprio benessere.

Seguendo le stesse buone norme di nutrizione che valgono per l'adulto (e che possono essere condivise e vissute insieme dall'intera famiglia), l'uso di cereali integrali rispetto alle controparti raffinate, l'assunzione regolare di frutta e verdura fresche, grassi buoni e di sane (e indispensabili) fonti proteiche possono fare una rilevante differenza per la salute non solo fisica ma anche psichica del piccolo in crescita.

Allo stesso modo resta importante consumare pasti completi piuttosto che spuntini sbilanciati (fatti ad esempio di succhi di frutta o merendine), fare una prima colazione abbondante e completa, e che lo sport sia parte della quotidianità dei piccoli.

Con la giusta attenzione, crescere sani e felici potrebbe essere più facile del previsto.

Bibliografia essenziale