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I test genetici servono a diagnosticare la predisposizione a contrarre alcune gravi patologie come per esempio il cancro. Di importanza potenzialmente più grande è il campo della farmacogenetica o della farmacogenomica (lo studio dei geni) il cui scopo è quello di consentire al medico di prescrivere per ogni singolo individuo il farmaco o la posologia più adatta, al fine di ottenere la massima efficacia clinica contro la minore tossicità possibile, basandosi appunto su un test genetico.
Nei prossimi dieci anni verranno introdotti centinaia di nuovi test genetici riguardo la predisposizione ereditaria alle patologie, la diagnostica, la farmacogenomica. Il quadro attuale mostra che la possibilità, tramite i test del DNA, di prevenire e curare più efficacemente malattie genetiche sta vacillando, anche se la medicina genetica sta facendo passi da gigante.
Il settore non riesce a decollare per le possibili conseguenze negative, sia dal punto di vista economico che di quello sociale. Infatti, le persone che scoprono di avere alte possibilità o la certezza di sviluppare una particolare patologia genetica, spesso supplicano i loro dottori di non inserire questa informazione nella loro documentazione sanitaria, proprio per paura di perdere il lavoro o di pagare una copertura assicurativa eccessiva.
Secondo molti professionisti del settore della salute, quest'ansia crescente sull'argomento richiede provvedimenti legislativi, tra l'altro ancora in sede di discussione. I genetisti denunciano il fatto che il timore di subire discriminazioni sociali ed economiche rende più difficile reperire persone disposte a prestarsi come campioni per la ricerca, allungando i tempi per trovare le cure e le medicine per le malattie. Al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, lo stesso motivo è la principale causa di cancellazione di numerosi appuntamenti da parte di pazienti in lista d'attesa per effettuare test in grado di scoprire il loro livello di rischio di contrarre tumori.
Nel frattempo, è pronto sul mercato americano al costo di 300 dollari un test genetico per scoprire il rischio di cancro alla prostata. Il Dott. Karim Kader, che ha reso possibile il test grazie alla scoperta che gli uomini con determinate varianti del DNA hanno 4 possibilità su 5 in più di sviluppare il cancro alla prostata, ha assicurato un test e un risultato coperto da assoluta privacy... Ma per molti questo aspetto non è sufficiente.
Eurosalus ha affrontato con molto impegno l'argomento, esprimendo il suo giudizio negativo su questi test che rischiano di provocare danni psicologici ed economici enormi ai pazienti. La legge della medicina è, come diceva il poeta satirico latino Giovenale, "mens sana in corpore sano": un corpo sano e in salute aiuta la mente a dare il meglio di sé, ma è altrettanto vero il contrario! Il corpo funzionerebbe come una valvola di sfogo: stati emotivi negativi, non gestiti e spesso repressi, assumono la forma di sintomi, di disturbi fisici, fino a degenerare in vere e proprie patologie.
Se è vero che uno stato emotivo negativo può essere l'origine di una malattia fisica, è altresì vero che l'insorgere di uno stato emotivo positivo può portare alla guarigione. Si pensi a casi eclatanti di guarigioni da malattie, definite incurabili da parte di alcuni medici, avvenute in pazienti che hanno fatto della speranza, dell'ottimismo e della forza d'animo il proprio credo. Scoprire di avere un'alta predisposizione a contrarre malattie gravi che possono andare dall'enfisema polmonare al tumore, mette in condizioni negative la persona, producendo in essa una spirale psico-emotiva ricca di negatività. Questo stato, come dimostrano alcune discipline, è rischioso e va ad impattare seriamente sul benessere della persona.
Quindi, tutto sommato, è forse un bene che esista ancora una forte reticenza a sottoporsi a questo tipo di test che, se per molti studiosi è considerata un'opportunità (forse di salute per il paziente ma sicuramente di guadagno per l'industria sanitaria), per molti altri è un'arma a doppio taglio.
Come dice il Dott. Roberto Cavagna, Specialista in Dermatologia, Omeopata, Dermatologo di riferimento per SMA: "La medicina dev'essere ascolto, comprensione, partecipazione olistica. La medicina dev'essere benessere su misura, per tutti".
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