Si può guarire anche da gravi allergie alimentari, non solo dalle intolleranze
Con il passare del tempo apppare sempre più evidente che la caratteristica più importante del sistema immunologico non è quella di difendere l'organismo dagli attacchi esterni, ma di impedire reazioni inutili, cioè di tollerare in modo attivo gli agenti esterni. La creazione di tolleranza immunologica consente a qualsiasi essere vivente di entrare in contatto con sostanze estranee (alimentari o respiratorie che siano) senza subire danno. I misteri della tolleranza immunologica sono oggi più chiari anche grazie ad un lavoro effettuato da ricercatori della Università di Trieste, e pubblicato online alla fine di dicembre 2007 (Longo G. et al. J Allergy Clin Immunol 2007 Dec 22 [Epub ahead of print]).
Come riportato pochi giorni fa da un chiarissimo articolo di Paola Magni su Lifegate, il gruppo di ricercatori triestini ha ottenuto la induzione di tolleranza immunologica per il latte bovino in bambini affetti da gravi reazioni allergiche nei confronti del latte stesso.
Hanno cioè aiutato i bambini malati a riprendere contatto con il latte o con i suoi derivati, in modo da allenare l'organismo a tollerare la sostanza. In definitiva quindi, bambini con reazioni allergiche gravi, da shock anafilattico per intenderci, attraverso la utilizzazione di piccolissime dosi, gradualmente crescenti di latte, hanno in breve imparato di nuovo a tollerare il latte e hanno potuto introdurlo nella propria alimentazione.
Esperienze simili erano già state fatte da altri ricercatori in campi analoghi; in Italia ad esempio, prima Patriarca e poi Speciani, avevano lavorato sulla iposensibilizzazione da nichel, per consentire diete libere in soggetti con dermatite da nichel. Sampson, negli Stati Uniti ha ottenuto la tollerizzazione degli allergici all'arachide attraverso l'utilizzo di piccole dosi di sostanze simili, come la soia. Nel centro SMA di Milano, all'interno dei lavori osservazionali sostenuti dalla Regione Lombardia, si stanno portando a termine degli studi interessantissimi sulla iposensibilizzazione a bassa dose alla Candida, per le persone che soffrono di Candidosi o di cistiti recidivanti.
Ma mentre la scienza pratica progredisce, e lo sviluppo sui temi fondamentali della immunologia (perchè siamo allergici? si può guarire?) diventa impellente, la maggior parte degli specialisti rimane ancorato a idee obsolete, chiedendo di evitare cibi o sostanze allergizzanti, anzichè lavorare su un nuovo paradigma che la scienza giorno per giorno sta documentando valido e sicuro.
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