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Il New York Times ha di recente riconfermato con un articolo interessante firmato da Gardiner Harris sulla edizione online del 27 giugno scorso, quanto lo stesso quotidiano americano aveva già discusso in numerosi articoli precedenti. Dalla analisi delle situazioni sanitarie di numerosi stati sembrava evidente che i massimi prescrittori di farmaci fossero anche molto ben "trattati" dalle case farmaceutiche. Anche Eurosalus, nei mesi scorsi, aveva già affrontato in dettaglio questo tema con un articolo specifico.
Una legge che sta imponendosi adesso negli Stati Uniti obbligherebbe a rendere pubblici i dati di pagamento ai medici da parte delle industrie farmaceutiche, e il condizionale è d'obbligo perchè molte industrie si sono rifiutate di farlo, e in molti stati questi dati sono grandemente incompleti.
Il Vermont, uno degli stati americani in cui la spesa per gli psicofarmaci tocca il massimo valore per persona, e nel Minnesota (altro stato con caratteristiche analoghe) si è stilata, con i dati a disposizione una classifica dei 100 medici più pagati.
Non si tratta, lo diciamo come necessaria precisazione, di una valutazione fatta su tutti i medici, ma solo su quelli che hanno ricevuto più denari dalle case farmaceutiche.
Dalla lettura dei risultati appare chiaro che per lezioni, consulenze e interventi a sostegno delle case farmaceutiche, gli psichiatri sono stati in assoluto i più pagati, con entrate dell'ordine medio di circa 45.000 dollari, cioè più del doppio del valore documentato per il 2005. Anche gli endocrinologi sono ben posizionati nella classifica, con una rispetabile media di entrata di circa 33.000 dollari.
Ribadiamo che la media è riferita ai soli medici inseriti nella classifica dei 100 pagamenti più elevati, ma troviamo singolare che di questio 100 medici, divisi per specialità, 11 siano psichiatri e 5 endocrinologi.
Il New York Times riferisce anche che, in relazione all'incrocio con altri dati pubblicati, si è potuto evidenziare che i più pagati tra gli psichiatri erano anche i massimi prescrittori di farmaci sul piano clinico (e per inciso anche i più agguerriti nel proporre la utilizzazione degli psicofarmaci in età infantile).
Si tratta di dati sicuramente parziali, che non devono fare dimenticare le innumerevoli realtà di così tanti "camici bianchi" che operano con attenzione e correttezza in base alle proprie conoscenze, ma riteniamo pericoloso il fatto che molte di queste persone inserite nella lista dei più pagati occupino posizioni istituzionali di responsabilità con importanti funzioni di insegnamento e di educazione.
Un tema ancora più spinoso riguarda poi la quantità di denaro spesa dalle industrie farmaceutiche per il marketing dei loro prodotti. Dalla ricerca emerge con chiarezza che il marketing richiede più del doppio della quantità di denaro spesa per la ricerca. Non basta quindi trovare un farmaco valido, le industrie devono farlo conoscere in modo convincente, e per farlo devono spendere.
Lontani sono i tempi in cui un farmaco aveva successo perchè funzionava. Oggi forse il massimo successo lo ha perchè viene pubblicizzato bene, con strategie che poco hanno a vedere con la salute e molto con il guadagno.
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