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Test non convenzionali per lo studio delle intolleranze alimentari
Parlare di test non convenzionali significa fare riferimento a tecniche di diagnosi che nell'ambito scientifico non sono ancora accettate da tutti in modo inequivocabile.
Si badi bene: “non convenzionale” non equivale a “non scientifico”: tra i test non convenzionali infatti il test di Kondo e il test DRIA dispongono di notevoli lavori scientifici a sostegno, ma non sono ancora completamente accettati dalla comunità medica, oppure test come ALCAT sono effettuati seguendo metodologie approvate dalla FDA, ma mancano di univocità nella accettazione scientifica..
Altri, come vedremo, hanno comunque una loro validità e quasi tutti presentano il vantaggio di assistere medici e pazienti in un'area della pratica allergologica che ancora oggi si scontra con il pregiudizio di molti medici e con gli interessi di una parte della classe medica.
Fino a quando l'allergologia classica non sarà in grado di affrontare e risolvere il problema clinico delle ipersensibilità, l'uso dei test non convenzionali rimane una necessità.
A questo proposito ritengo utile precisare che il vero problema non è tanto il tipo di test che si esegue, quanto il tipo di responsabilità che si prende il medico, sulla base delle conoscenze acquisite e della sua esperienza clinica, nel guidare il paziente verso la guarigione.
Non è il singolo test a essere importante, ma la capacità del nutrizionista, sia esso medico, biologo, naturopata o dietoterapeuta, di interpretarlo correttamente e di applicarlo alla realtà clinica del paziente.
Una realtà purtroppo trascurata da chi, nel campo dell'allergologia, si limita a utilizzare solo gli strumenti (diagnostici e logici) “classici”.
Vanno inclusi tra i test non convenzionali i seguenti esami:
Dottor Attilio Speciani , allergologo e immunologo clinico
Redazione Eurosalus
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