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Salve,
con valori di IgE totali di 158 (su 80 che è la norma) ed un RAST Test positivo (con un segno +) per 10 alimenti, qual è il percorso dietetico più consono?
Conviene fare una dieta di rotazione o di eliminazione?
Davvero grazie
Gentilissimo Lettore,
è di fondamentale importanza comprendere se esiste una sintomatologia attiva e, nel caso, valutarne la gravità. Nel caso infatti di gravi reazioni anafilattiche qualsiasi scelta dietetica va confrontata con l'allergologo di riferimento, ma nel caso molto più frequente in cui dati come questi siano presenti in persone senza particolari reazioni anafilattiche nella propria storia, è sicuramente indicato lavorare terapeuticamente solo con una dieta di rotazione.
Un livello di IgE di 158 denota una aumentata tendenza allergica ma non indica certo una sindrome di tipo Iper IgE, condizione che viene considerata tale solo oltre valori di concentrazione di 1000. Questo di contro non toglie, ribadiamo, che sia comunque presente una tendenza atopica o comunque allergica.
Un altro importante punto da considerare riguarda più propriamente le immunoglobuline E. Esistono due tipi di IgE: quelle a bassa affinità con funzione regolatoria e quella ad alta affinità spiccatamente coinvolte nelle reazioni allergiche. Un test come il RAST non è in grado di distinguerle e quindi non è possibile comprendere quale delle due componenti prevalga.
Lo studio delle possibili intolleranze alimentari è di grande aiuto in queste situazioni per lo meno come un importante paragone: un test come il Test DRIA permette di cogliere quali realmente siano le classi alimentari a cui una persona risulta intollerante ponendo quindi un’ottima base di partenza per la successiva impostazione dietetica.
Se nel frattempo non si è intrapresa una dieta di eliminazione è importante intraprendere solo ed esclusivamente (non ci stancheremo mai di ripeterlo) una dieta di rotazione. Eliminare completamente dalla propria dieta una classe alimentare o un alimento significa sviluppare a livello immunitario (almeno nel primo lasso di tempo) una forte reattività nei confronti di queste sostanze, reattività che può addirittura portare allo shock anafilattico. Una dieta di rotazione prevede per lo meno nella settimana un giorno intero (di solito la domenica) e una cena (di solito il mercoledì) liberi.
Nella nostra pratica clinica molte volte suggeriamo anche di legare alla domenica la sera del sabato. Questo premette ai nostri pazienti in primo luogo di preservare una serena vita sociale (considerando poi anche il mercoledì sera il gioco è fatto), fattore indispensabile per il corretto equilibrio psicofisico di ognuno di noi. Inoltre il periodo di tempo più prolungato garantisce una migliore reintroduzione alimentare permettendo alla persona di incominciare ad imparare a gestire i carichi anche nei periodi lunghi di libertà.
Due parole sul concetto di gestione dei carichi: nei giorni di libertà, soprattutto quando progredendo con la dieta questi diventano tre, quattro in fila, non è necessario abbuffarsi di tutto ciò che si è eliminato negli altri giorni. Mangiare pane, brioche e grissini dalla mattina alla sera per un intollerante ai lieviti può portare esclusivamente ad un’eccessiva stimolazione immunitaria magari accompagnata dal ripresentarsi dei sintomi spiacevoli che ci avevano spinto verso un controllo delle intolleranze alimentari.
Per una visione più completa del problema nella colonna qui a destra riportiamo alcuni degli articoli che permettono di confrontare le diverse procedure di diagnosi delle intolleranze alimentari. Sono presenti anche indicazioni precise sulle possibilità di interpretazione dei test più comuni come il Prick Test o il già citato RAST Test. Nella nostra pratica clinica comunque noi utilizziamo di preferenza il Test DRIA.
Cordialmente,
Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus
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