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Celiachia: cosa fare quando togliendo solo il glutine il problema non si risolve PDF Stampa E-mail
Staff Medico Eurosalus   
 
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Buongiorno: avrei bisogno di avere delle delucidazioni.
Un anno fa mi è stata diagnosticata la celiachia. Grazie alla dieta priva di glutine i miei malesseri sono diminuiti ma non del tutto scomparsi così ho deciso di fare un test per le intolleranze alimentari (che valuta la reazione diretta tra anticorpi IgG presenti nel siero del paziente e allergeni alimentari, ciò consente di individuare quali sono gli alimenti che provocano l’insorgenza di intolleranze alimentare – il  test utilizza il metodo E.L.I.S.A.) dal quale è emerso che sono intollerante a:
1. Misto di lieviti naturali 47%
2. Lievito di birra 35%
3. Piselli 35%
4. Melone bianco 29%
5. Latte acido 29%
6. Latte vaccino 29%
7. Ciliegia 25%
8. Pesca noce 25%
9. Funghi commestibili 25%
10. Formaggi freschi 25%
11. Pesca 21%
12. Ananas 20%
13. Frumento 3%
14. Farro 3%
15. Malto 5%
16. Orzo 7%
17. Avena 13%
Legenda:
• si considerano  non tollerati gli alimenti che presentano una percentuale maggiore o uguale a 20%
• da 20% a 39% moderata reazione di intolleranza
• da 40% a 100% severa reazione di intolleranza
Mi chiedo: come mai la reazione di intolleranza a frumento, avena, farro, orzo, malto, non è positiva? Ed è così bassa? E’ giusto che sia così? Queste intolleranza sono in qualche modo legate alla celiachia?

Come posso associare la dieta priva di glutine a quella per esempio priva di lieviti naturali? Significherebbe non poter mangiare i miei prodotti.
Confido in un Vs. parere perché sono stufa di disperarmi e di stare male (ho forti emicranie giornaliere).
Grazie,
Floriana

Gentilissima Lettrice,

nel concetto di intolleranza alimentare un punto fondamentale riguarda il sovraccarico: se lei in questo momento sta seguendo una corretta dieta di eliminazione sul glutine e non ne assume in forme nascoste è normale che un test per la diagnosi delle ipersensibilità alimentari non rilevi la sua condizione di patologica. Questi concetti sono più che mai veri se applicati al Test DRIA.


I test volti invece alla diagnosi di celiachia hanno impostazioni completamente diverse. Si tratta in pratica di due diversi test con finalità, anche diagnostiche, differenti, ed è quindi naturale che nel suo test non compaia positività alcuna per il glutine o per i cereali che lo contengono.

Quando però una persona celiaca ha ancora manifestazioni patologiche (come possono essere le sue emicranie giornaliere) pur togliendo il glutine è possibile ipotizzare anche la presenza di una intolleranza alimentare accessoria, molto frequentemente dovuta ai lieviti e ai grassi vegetali.


Una intolleranza alimentare è tranquillamente affrontabile con una dieta di rotazione all’interno della settimana, con giorni in cui potrà mangiare tranquillamente le sostanze a cui lei è intollerante e giorni di dieta in cui dovrà invece evitarne il consumo. Nel suo caso è ipotizzabile una partenza con tre giorni di dieta seguiti da una giornata di libertà. E’ importante in caso di intolleranze alimentari non eliminare completamente le sostanze a cui si intolleranti per evitare conseguenze, anche gravi, come un shock anafilattico. Questo discorso non vale per il glutine che invece è, allo stato attuale, da eliminare completamente, pur esistendo ormai indicazioni cliniche che da più parti invitano al recupero attivo della tolleranza attraverso una sua reintroduzione graduale nella dieta.


Ci teniamo a sottolineare che nel caso di intolleranza alimentare ai lieviti è necessario togliere tutti i prodotti lievitati e fermentati e non soltanto quelli che contengono lieviti. Per spiegare meglio: il pane azzimo per definizione non contiene lieviti ma la farina cotta in forno presenta comunque dei processi fermentativi e conseguentemente nei giorni di dieta rientra negli alimenti da escludere.


E’ vero che molti prodotti vengono esclusi però bisogna considerare che alimenti come la pasta (anche quella priva di glutine), è tranquillamente ammessa anche nei gironi di dieta.

La invitiamo a leggere con attenzione la scheda che riguarda il lievito.


Cordialmente,

Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
Staff Medico Eurosalus


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