In Italia esistono
molte scuole di naturopatia, alcune nate da diversi anni, altre più recenti, certe note, certe altre meno.
Per chi decide di iniziare a studiare naturopatia, non è facile districarsi nella scelta e non pochi cambiano scuola dopo aver buttato soldi e tempo.
Allo scopo di cercare di aiutare chi si accinge a compiere questo passo, posto una
check-list delle cose da fare prima di scegliere una scuola. Chiaramente si tratta della mia personale visione.
1) Contattate la scuola e procuratevi tutto il materiale possibile.
Cercate di ottenere il maggior numero di informazioni sulla scuola che pensate di frequentare. Procuratevi depliant e programmi dettagliati, telefonate in segreteria, chiedete di parlare anche con personale che non sia solo amministrativo (un docente con funzioni di
tutor, ad esempio), che vi illustri dettagliatamente finalità e contenuti dei corsi, ore quotidiane di lezione, calendario delle lezioni nell'anno solare, durata dei singoli corsi ecc.
2) Verificate il monte ore complessivo della scuola.
1200 ore di lezione sono il minimo.
3) Scegliete una scuola che insegni almeno queste materie (necessarie).
- Anatomia
- Fisiologia
- Patologia
- Fondamenti di naturopatia
- Legislazione, etica e deontologia professionale
- Biotipologia/morfopsicologia/fisiognomica
- Iridologia
- Kinesiologia applicata o altri metodi di valutazione (EAV ecc.)
- Alimentazione
- Nutrizione ortomolecolare/Integrazione alimentare
- Oligoelementi
- Erboristeria/Fitoterapia
- Aromaterapia
- Floriterapia
- Energetica/Medicina Tradizionale Cinese
- Riflessologia/Tecniche riflesse
- Tecniche di comunicazione
La grande maggioranza del monte ore complessivo deve riguardare queste materie. Se non è così e il loro peso è analogo a quello di cose strane come cristalloterapia, grafologia, bioarchitettura, musicoterapia, cosmetologia, alchimia, metafisica, reiki, new age ecc, lasciate perdere.
4) Evitate le scuole con aggettivi ameni.
Negli ultimi tempi si è assistito a un proliferare di scuole di naturopatia olistica (la naturopatia lo è sempre), naturopatia biofunzionale (idem), bio-naturopatia (qualcuno dovrà spiegarmi cosa significa...), naturopatia dentale (?) e simili. Si tratta di persone che probabilmente non hanno le idee chiare. C'è la naturopatia e ci sono altre cose, diverse. Cercate una scuola di naturopatia. Punto.
5) Verificate le spese necessarie al completamento dell'intero percorso di studi.
Fatevi dettagliatamente illustrare quanto verrete a spendere dal primo giorno all'ultimo: iscrizione, quota annuale, eventuali costi per sostenere gli esami o la tesi o l'acquisto di materiali come dispense e simili. Chiedete che vi venga rilasciato un prospetto
scritto, su carta intestata della scuola e con la firma di un responsabile.
6) Attenzione a non pagare ciò che non serve.
Non fatevi abbagliare da specchietti per le allodole, come riconoscimenti stranieri, o comunque da elementi di scarsissima utilità, quali le certificazioni di qualità.
I riconoscimenti stranieri non valgono assolutamente nulla e chi sostiene che, iscrivendovi al registro della tal nazione estera a cui la scuola è affiliata, sarete riconosciuti o comunque più tutelati in Italia come naturopati vi sta ingannando. Ad oggi, anche i naturopati stranieri, persino quelli diplomati in stati dove la figura sia riconosciuta dall'ordinamento giuridico, possono lavorare in Italia solamente alle stesse identiche condizioni dei naturopati italiani e non a quelle del paese di provenienza: un
heilpraktiker in Germania fa quasi il medico, in Italia incorrerebbe nel reato di abuso di professione.
Le varie certificazioni di qualità (come ad esempio l'
ISO 9001), invece, non sono in grado di misurare la serietà di una scuola o, meglio, quella degli insegnamenti che impartisce: queste certificazioni – in Italia ancora oggi largamente da migliorare e soggette a critiche da più parti - attestano la qualità del processo produttivo, ma non quella del prodotto. La differenza è sostanziale: un processo verificabile e certificato può essere utilizzato persino per produrre prodotti (ovvero corsi e lezioni) scadenti.
7) Chiedete quanti ex studenti della scuola lavorano oggi come naturopati.
Domandate alla scuola di mettervi in contatto con suoi ex studenti (che ovviamente abbiano dato il loro consenso a questo genere di cosa, ma se la scuola è seria deve aver pensato a rendere concreta tale possibilità) e andateli a trovare e a scambiare due chiacchiere con loro: chiedete loro qual è il divario che hanno verificato tra la formazione impartita e la realtà lavorativa che si sono trovati ad affrontare.
8) Usate internet.
Per documentarsi, la rete è una risorsa strepitosa per chi la sa utilizzare con buon senso: cercate on line - ad esempio nei forum (chiaramente non quello della scuola che state valutando...) - studenti e soprattutto ex studenti che vi raccontino la loro esperienza e confermino quanto vi ha detto la scuola. Non accontentavi di un loro post (chissa chi c'è dall'altra parte del monitor...): chiedete gentilmente se sono disponibili per due chiacchiere telefoniche o meglio ancora di persona.
9) Informatevi sugli insegnanti.
Qual è il curriculum dei docenti e dove può esserne presa visione? Hanno pubblicato libri o altro? Scrivono per internet? Hanno un loro sito? Ed è di qualità o sembra "fatto in casa"? E, soprattutto, qual è la loro esperienza in naturopatia?
Molte scuole, inoltre, vantano un numero elevato di docenti medici o psicologi, ma di per sé non significa alcunché, anzi può essere controproducente: un medico specializzato in ortopedia piuttosto che in ginecologia, senza alcuna esperienza in naturopatia o almeno in medicina naturale, non vi serve.
10) Recatevi sul posto.
Con telefono, mail e internet si arriva ormai ovunque, ma, se ne avete la possibilità, recatevi di persona nella scuola: non c' è niente di meglio di una sensazione "a pelle" data da persone e luoghi. Chiedete di visitare le aule e le altre strutture. Scoprite che modalità e sussidi vengono utilizzati per:
- le lezioni:
slide in
powerpoint, lucidi, DVD ecc.
- le esercitazioni (indispensabili!): se vengono messi a disposizione strumenti e attrezzature come iridoscopi, lettini ecc. Verificate che ce ne siano in numero sufficiente per tutti gli allievi del corso e, se la scuola opera in più città, in tutte le sedi.
- il vostro studio: vi verranno fornite dispense
ad hoc per ogni singolo corso? Fatevele mostrare, per evitare che siano quattro cose in croce fotocopiate da chissà dove.
- gli esami: sono a quiz, risposta sintetica, orali o pratici? Con che frequenza ci sono gli appelli? E se venite bocciati cosa succede?
11) Frequentate una lezione.
Chiedete alla scuola di assistere a qualche ora di una lezione o, ancora meglio, di due, una del primo anno e una del terzo: ne approfitterete per parlare con gli studenti, chiedendo loro se, negli anni di corso dal primo al terzo, si è ridotto e di quanto il numero di studenti che frequentano la scuola. Qualche abbandono non significa niente (anzi può essere indice di una certa "serietà" dell'insegnamento), ma tanti abbandoni sono un pessimo segno.
Tutto il resto che una scuola offre probabilmente non è essenziale e soprattutto vi dovrebbe insospettire se manca quanto sopra.
Dal momento che la concorrenza tra scuole è piuttosto forte (ancor più in questi tempi di crisi), un istituto dovrebbe avere tutto l'interesse a “convincere” i potenziali studenti della sua bontà. Se la scuola quindi adduce scuse o motivazioni vaghe per non accogliere le suddette o altre vostre richieste (ragionevoli, ovvio...), verosimilmente c'è qualcosa sotto e avrete già i primi elementi importanti per fare una scelta.
Una volta verificati tutti i punti della
check-list,
scegliete la scuola che soddisfi il più alto numero di questi parametri.
Non siate impulsivi, prendetevi tempo: eviterete di sprecarne dopo e risparmierete soldi.
In bocca al lupo.
Dr. Luca Avoledo
Naturopata