Un semplice integratore per i disturbi da colon irritabile


di Mattia Cappelletti
13 Settembre 2018

Thanakorn Suppamethasawat / 123RF Archivio Fotografico

Le coliti e i vari “doloretti di pancia” sono tra i disturbi più frequenti, e spesso vengono classificati nei quadri di “sindrome del colon irritabile” (o IBS, Irritable Bowel Syndrome).

Nel mare magno dei quadri di IBS, uno delle situazioni più comuni è la variante con alvo tendenzialmente diarroico (definita per questo IBS-D). 

Nonostante l'estrema diffusione di questo disturbo, a oggi le terapie sono aspecifiche e con risultati decisamente poco soddisfacenti. 

In questo contesto, le infezioni intestinali e soprattutto il periodo post-infettivo possono causare la comparsa o esacerbazione dei sintomi, con feci poco formate, gonfiore, senso di urgenza...

Nell'agosto 2018 sono stati pubblicati su Gut, una delle riviste scientifiche più importanti in ambito gastroenterologico, i risultati di uno studio condotto su circa 100 soggetti al fine di valutare l'efficacia della glutammina nel miglioramento dei sintomi.

Dopo 8 settimane circa l'80% dei pazienti che riceveva glutammina aveva riscontrato un netto miglioramento, contro meno del 6% in chi non la stava assumendo.

Il razionale che ha portato all'ideazione e poi al compimento di questo studio nasce dal fatto che nell'IBS-D post-infettiva si osserva un aumento della permeabilità intestinale, mediato anche da un deficit di glutammina, e che le attuali terapie non sono in grado di risolvere i sintomi in un'accettabile percentuale di soggetti.

Allo studio sono stati ammessi circa 290 pazienti, di cui però solo un centinaio soddisfacevano i criteri di inclusione. Questi sono stati quindi assegnati, casualmente, metà al braccio di trattamento con glutammina per bocca alla dose di 5 g per tre volte al giorno e metà a ricevere un placebo.

Dopo 8 settimane quasi l'80% dei pazienti che riceveva glutammina ha avuto un netto miglioramento, contro meno del 6% nel gruppo placebo (circa 14 volte tanto!).

Nel gruppo trattato con glutammina si è osservato anche un miglioramento statisticamente significativo della frequenza di scariche, della consistenza fecale e della permeabilità intestinale.

Tenendo presente che i dati sono ancora da confermare in studi con un maggior numero di soggetti, i risultati sembrano essere decisamente promettenti. Dato però il basso costo e la sostanziale assenza di controindicazioni all'assunzione di glutammina, questa può essere un aiuto in più a risolvere quelle situazioni purtroppo comuni, alla dose di 5 grammi per 3 volte al giorno.

Stante anche la stretta correlazione tra i quadri di IBS e lo stato infiammatorio generale, avere un'alimentazione bilanciata e che rispetti il proprio profilo alimentare può essere un ulteriore valido aiuto, come anche lo svolgimento di attività fisica.

Bibliografia essenziale