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Perché i temi che riguardano il Calcio (inteso come minerale) scatenano così pesanti reazioni pubbliche? Molti non lo sanno ma la comunicazione ufficiale tende a limitare le informazioni che riguardano i suoi effetti negativi. Sembra che si debba sempre dire che il Calcio fa bene! Comunicazioni diverse, benché rigorosamente scientifiche, vengono contrastate dalla "vox populi" mantenuta dalla pubblicità e dal marketing. Mi piacerebbe scambiare commenti con chi viene, spesso senza motivo, portato ad assumere Calcio senza che nessuno gliene spieghi anche i rischi.
Questo è un blog, di cui sono unico responsabile, ed esprimo con maggiore libertà il mio pensiero, con il desiderio di confrontarmi con i commenti del pubblico, che sono la base della creatività e della partecipazione che caratterizza questo sito.
Il Calcio è diventato ormai uno spazio di combattimento. Prendo spunto da una lettera di Guglielmo Pepe, direttore di "Salute Repubblica" che ha risposto pubblicamente ad una domanda di un lettore. L'antefatto è interessante ed esprime la doppia anima di Salute Repubblica, una libertaria e aperta alle considerazioni vere sulla scienza, e l'altra che sembra dovere fare i conti con l'Accademia e le scelte di mercato che ne conseguono.
In un numero precedente alla lettera, Repubblica intervistava il Professor Franco Berrino, direttore del Centro di Epidemiologia dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, uno dei ricercatori in campo oncologico più evoluti e noti a livello mondiale, che segnalava il fatto che le fonti di Calcio animale (latte, yogurt e formaggio) fossero controproducenti per la salute dell'osso. Non sono invenzioni sue: sono i dati mondiali di riferimento che segnalano con certezza che i latticini siano utili alla crescita dell'osso solo nella fase dell'adolescenza (fino ai 16-20 anni) mentre una volta raggiunta l'età adulta, la loro azione sull'osso è addirittura negativa.
Berrino ha studiato a fondo queste cose, ha lavorato sul progetto "Diana" per le donne mastectomizzate (togliendo dalla alimentazione i latticini, le donne operate di tumore del seno avevano una sopravvivenza nettamente migliore), e fa parte della World Cancer Research Fund, organizzazione cui Eurosalus ha dedicato amplissimo spazio in occasione del suo ultimo congresso mondiale tenutosi a Londra lo scorso novembre. Dal congresso è emerso che il rapporto tra latte e latticini e tumore del seno è decisamente elevato, e soprattutto è stato detto con precisione che dal 35 al 50% della mortalità tumorale può essere contrastato modificando l'alimentazione.
Ma vaglielo a spiegare a quelli che producono le fette al latte o che ti rimpinzerebbero di formaggio dalla mattina alla sera. Queste sono strutture dalla immensa potenzialità commerciale, che pagano anche una grande fetta della pubblicità alimentare a livello mondiale!
E così i dati sientifici devono spesso essere smussati e resi accettabili. La lettera di Pepe è sicura espressione di un equilibrismo politico molto spiccato: da un lato si dice che Repubblica lascia spazio a scienziati importanti, pur senza condividerne totalmente le comunicazioni, e dall'altro si dice, per fugare qualsiasi equivoco, che i punti di riferimento di Salute Repubblica sono l'INRAN e il professor Eugenio Del Toma, difensore strenuo del consumo di latticini in quasi qualsiasi situazione clinica. Salvati "capra e cavoli" si prosegue come sempre, ma è invece importante che le persone sappiano bene quello che avviene.
La mia domanda che faccio a tutti, e la riflessione che chiedo è questa: quante persone, soprattutto donne, vengono invitate a prendere del Calcio senza che ve ne sia un bisogno vero? La gente ad esempio non sa, finché non ci capita in mezzo, che la diagnosi di osteoporosi viene fatta mettendo a confronto l'osso di donne di 70 anni con quello del giovane maschio ventenne! E pochi raccontano che il Calcio ha anche dei severi effetti collaterali.
Il Calcio è necessario quando è carente, ma oggi, essendo il più importante integratore (e il più redditizio) venduto al mondo, toccare i suoi equilibri significa entrare in competizione tra ragioni della scienza e ragioni del mercato.
Sarebbe interessate sentire il racconto delle esperienze di ciascuno in questo ambito, per potere confrontare qualche parere insieme attraverso i commenti del blog. Come dice Gadamer, uno dei filosofi moderni della comunicazione e della scienza, quando la medicina tocca temi commerciali impoprtanti, il confine tra scienza e verità si fa sempre più incerto e flessibile.
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