L'esperto risponde

Luca Avoledo

Risposta di Luca Avoledo


lunedì, 21 maggio 2012 9:28

Mi spiegate quali proprietà e controindicazioni ha l'equiseto?

Domanda

Egr. dr Avoledo, ho letto il suo articolo sull'uso dell'equiseto come rimineralizzante. Vorrei sapere qualcosa di più, conoscerne le altre proprietà e capire se ci sono controindicazioni all'uso dell'equiseto in gravidanza e in allattamento. La ringrazio in anticipo per la risposta e la saluto cordialmente. M.Lucia.

Risposta

Gentilissima lettrice,

immagino si riferisca all'articolo Rimineralizzazione, osteoporosi ed equiseto, nel quale rispondevo alla domanda se l'equiseto - in quel caso spagirico - potesse essere utile nell'osteoporosi.

L'equiseto (Equisetum arvense L.), anche noto con il nome di coda cavallina, è una pianta da sempre molto utilizzata nella tradizione erboristica popolare. Le sue proprietà ne suggeriscono l'impiego soprattutto come rimineralizzante dei tessuti e come diuretico.

L'equiseto è quindi indicato in ogni situazione di demineralizzazione (osteoporosi, tendenza a cedimenti e ptosi di organi, artrosi, fratture, facilità alle distorsioni, unghie e capelli fragili, guarigione di ferite se usato localmente ecc.). L'azione diuretica dell'equiseto è invece utile negli edemi e nella ritenzione idrica.

Queste proprietà dell'equiseto sono innanzitutto da attribuire al suo buon contenuto, rispettivamente, di silicio, un minerale fondamentale per la formazione dell'osso, e di potassio e particolari flavonoidi, che sono responsabili dell'incremento della diuresi.

Nel mondo vegetale, l'equiseto rappresenta uno dei rimedi più adatti alla rimineralizzazione, dal momento che la sua quantità di silicio è più elevata di quella di altre piante. Non tutto il silicio dell'equiseto è però facilmente assimilabile dall'organismo. 

Per le citate caratteristiche, la naturopatia fa largo uso di equiseto in tutte le necessità di drenaggio depurativo dei soggetti poco vitali e astenici. A differenza che con altri diuretici naturali, con l'equiseto è infatti possibile eliminare tossine (in particolare acidi urici) e nel contempo rimineralizzare, ovvero procedere a una depurazione dell'organismo senza provocarne un'ulteriore devitalizzazione.

Per gli amanti dei riscontri scientifici a tutti i costi, segnalo che la validità dell'equiseto come diuretico è dimostrata da buone evidenze (studi sull'uomo e sull'animale).

In merito all'uso dell'equiseto nell'osteoporosi e nella rarefazione ossea, le evidenze scientifiche sono meno nette. O, meglio: è riconosciuto che il silicio possa essere di aiuto per rinforzare le ossa e, poiché l'equiseto ne contiene (fino all'8%), quest'erba viene quindi contemplata nei trattamenti naturali rimineralizzanti. Sono stati anche svolti alcuni studi preliminari sull'equiseto nell'osteoporosi, che ne hanno saggiato i benefici, però mancano ulteriori approfondimenti. Noi, che amiamo le conferme della moderna ricerca scientifica, ma diamo anche il giusto peso all'uso tradizionale delle erbe - che spesso vanta un'esperienza secolare, quando non addirittura millenaria - ci sentiamo di valorizzare pienamente le proprietà rimineralizzanti dell'equiseto

Non sono molte le ricerche condotte sugli effetti collaterali dell'equiseto. L'impiego tradizionale suggerisce che l'equiseto sia sicuro se assunto ai dosaggi appropriati.

L'equiseto è controindicato a chi soffra di malattie renali. I soggetti con disturbi del ritmo cardiaco o in cura con digitalici dovrebbero valutare con attenzione l'assunzione di equiseto. Inoltre, dal momento che contiene nicotina, l'equiseto deve essere evitato dalle persone allergiche a questo alcaloide.

L'equiseto contiene inoltre un componente che consuma la vitamina B1 (tiamina) e quindi il suo uso prolungato è in grado di provocare carenze di B1. Un'integrazione contemporanea di vitamine del gruppo B potrebbe di conseguenza essere opportuna, soprattutto in quei soggetti a rischio di carenza di tiamina (tra cui coloro che eccedono nel consumo di alcolici).

In gravidanza e allattamento l'equiseto non è consigliato, dal momento che sono ben poche le informazioni disponibili sulla sua sicurezza in queste fasi della vita della donna, cosa che vale d'altronde per la quasi totalità dei fitoterapici. In particolare, suggeriscono cautela gli effetti dell'equiseto di deplezione di vitamina B1, la sua possibile alterazione dei livelli ematici di potassio e il contenuto di nicotina. Anche l'uso di equiseto nei bambini non è indicato.

Le interazioni farmacologiche dell'equiseto riguardano innanzitutto gli effetti sinergici con i medicinali diuretici (ne enfatizza gli effetti, con rischio di disidratazione e perdita di potassio). Altre specie di equiseto hanno inoltre dimostrato di provocare ipoglicemia e potrebbero quindi rafforzare l'azione dei farmaci per il diabete. Ma, sull'argomento, non ci sono studi relativi a Equisetum arvense.

Quanto fin qui esposto non deve allarmare e risponde solo a logiche di completezza di informazione (aprite il "bugiardino" di un qualunque comunissimo farmaco da banco e scoprirete che non c'è confronto...). Inoltre, gli effetti indesiderati vanno ovviamente rapportati a dosi e tempi di somministrazione: usare sei compresse al giorno da mg 300 di equiseto per un anno non è la stessa cosa che assumere per due mesi un infuso o una delle tante preparazioni erboristiche già pronte contenenti un mix di numerose erbe depurative, tra cui anche l'equiseto.

Personalmente, nelle necessità di rimineralizzazione, all'equiseto preferisco il silicio organico, ancora più biodisponibile di quello dell'equiseto. Il silicio organico è privo di effetti collaterali e può in genere essere utilizzato anche in gravidanza e allattamento. Ma, quando si aspetti un bambino, il mio suggerimento è di informare sempre il medico curante di qualunque prodotto si desideri assumere, valutando insieme a lui rischi e benefici nel singolo caso specifico.

Cordialità.

Naturopata

Naturopatia Domanda Fitoterapia Ritenzione Equiseto

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