Dialisi e funzionalità intestinale: lo stile di vita può aiutare?

di Carla Camerotto - Nutrizionista
7 Aprile 2015
Dialisi e funzionalità intestinale: lo stile di vita può aiutare?

DOMANDA

Gentile dottoressa,sono in dialisi extracorporea da circa sei mesi e negli ultimi quattro mesi subito dopo la dialisi ho sempre un leggero mal di pancia che è accompagnato da evacuazioni scarse e frequenti. Premetto che ho 73 anni. Avete qualche suggerimento alimentare? Grazie.

RISPOSTA

Gentilissimo Lettore,

la riduzione della funzionalità renale è spesso accompagnata da alterazioni della funzionalità intestinale.

Le motivazioni sono molteplici: le terapie farmacologiche, gli adattamenti dietetici, l’attenzione nei confronti degli apporti idrici.

Tutti questi fattori contribuiscono ad un’alterazione della microflora intestinale che tuttavia può costituire una riserva funzionale importante nell’eliminazione delle scorie azotate non più eliminate dal rene.

Diventa pertanto importante mantenere un intestino attivo e funzionante.

Lavorare sull’alimentazione richiede uno slalom tra le mille accortezze che vengono riposte sul modulare l’apporto di sali minerali (soprattutto fosforo e potassio) e il controllo degli apporti idrici, raccomandazioni importanti per rendere più efficiente la dialisi extracorporea.

Per favorire un alvo regolare, un buon apporto di fibra e un buon apporto idrico costituiscono gli strumenti basilari in qualsiasi percorso di riabilitazione della funzionalità intestinale.

Frutta e verdura vengono però spesso raccomandati con parsimonia in chi effettua la dialisi per il loro apporto di potassio, fosforo e acqua.

Fosforo e potassio sono dei sali e come tali hanno la caratteristica di essere solubili in acqua. La bollitura, soprattutto se effettuata in una grande quantità di acqua o con due acque consecutive, permette di ridurne notevolmente l’apporto. Se poi le verdure vengono ben strizzate dell’acqua residua o ripassate in padella, il gioco è fatto.

Anche i legumi e i cereali integrali possono essere contemplati in una alimentazione varia e bilanciata. Sono alimenti ricchi di fosforo ma l’elevata presenza di fitati rende questo fosforo poco assorbibile a differenza del fosforo contenuto in latticini e additivi alimentari.

Anche per questi alimenti è importante la bollitura in un grande quantitativo di acqua e se la partenza nel caso dei legumi è un prodotto secco, risulta benefico lasciare i semi a bagno per lungo tempo cambiando l’acqua più volte.

Ceci, fagioli, lenticchie e fave apportano una buona quota di fibra, solubile e insolubile che svolge una azione prebiotica sulla flora intestinale. Sarebbe un peccato non considerali nelle proprie scelte alimentari.

Se una corretta alimentazione non è sufficiente a regolarizzare il transito, di grande vantaggio può essere l’utilizzo di un integratore a base di probiotici. Possono essere assunti per dei cicili di qualche giorni ripetibili mensilmente finchè l’equilibrio non verrà ristabilito.

Anche con un equilibrio delicato come in questo caso l’attività fisica è uno strumento dalle numerose potenzialità.

Camminare, in particolar modo, attiva i muscoli del torchio addominale, che favoriscono il transito intestinale.

Sotto il controllo dei medici che la seguono è importante iniziare a muoversi con regolarità. I vantaggi sono connessi anche con il mantenimento di una corretta massa muscolare e un corretto stato nutrizione che spesso rappresentano una criticità con gli anni, ancor di più in un soggetto dializzato.

Muovendosi si suda e si perdono liquidi, cosa che permette di ridurre l’accumulo di peso tra una seduta e l’altra ma anche di dissipare una quota di sali minerali accumulati.

Il cuore viene mantenuto attivo e le endorfine prodotte aiutano nel gestire sonno ed emotività.

Che dire di più… let’s move!