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Peso, infiammazione e intolleranze alimentari PDF Stampa E-mail
di Giovanna Perrone   

Da un articolo comparso su The Journal of Clinical Investigation dal titolo “Obesity-induced inflammatory changes in adipose tissue” (Wellen KE, Hotamisligil GS J Clin Invest 2003 December 15; 112(12); 1785-1788) emerge chiaramente l'importanza che il sistema immunitario ha nella patogenesi dell'obesità.

Appare infatti evidente che il tessuto adiposo degli obesi è caratterizzato dall'infiltrazione di macrofagi e che essi sono una importante fonte di infiammazione di questo tessuto.

La considerazione rapida di questi studi è di assegnare un ruolo importante ai macrofagi nei cambiamenti molecolari che si presentano nel tessuto adiposo dell'obeso.

Lo studio evidenzia inoltre come le patologie metaboliche correlate all'obesità siano associate con una risposta infiammatoria cronica caratterizzata da una produzione anomala di citochine, dall'aumento di molecole di fase-acuta e dall'attivazione delle vie dell' infiammazione.

Una caratteristica molto interessante della risposta infiammatoria che emerge in presenza dell'obesità è che sembra essere innescata e risiedere principalmente nel tessuto adiposo, anche se altri luoghi metabolicamente critici possono anche essere implicati durante il corso della malattia. Mentre il ruolo degli adipociti nelle vie metaboliche è chiaro, poco si è capito circa il loro ruolo nell'infiammazione. A seguito di un attento esame, è stato indicato che gli adipociti ed i vari tipi di cellule del sistema immunitario, come ad esempio i macrofagi, possiedono ruoli simili nelle vie quali l'attivazione del complemento e la produzione infiammatoria di citochine.

Lo studio ci conferma quindi come non possono esistere “diete ideologiche”, cioè norme alimentari che devono andare bene per tutti; alla base di ciascuna di esse vi sono considerazioni spesso innovative e sicuramente utili ma anche la migliore dieta dal punto di vista teorico, si scontra talora con il concetto di infiammazione e conseguentemente anche di ipersensibilità alimentare che a volte può spiegare quanto possono essere inutili gli sforzi che vengono compiuti da un singolo soggetto.

Appare quindi sempre più evidente come lo studio delle intolleranze alimentari, cioè del mondo in cui ciascuno, individualmente, reagisce ai cibi che introduce con l'alimentazione e il confronto con il cibo - che ha in se una realtà immunologica fino ad oggi molto spesso sottovalutata -, proietta nel futuro possibilità terapeutiche di estremo interesse. La pratica clinica quotidiana e la ricerca applicata nel campo della nutrizione, hanno consentito di vedere come le persone possano tornare in condizioni di benessere quando si alimentano in un modo corrispondente ai propri bisogni e rispettoso delle caratteristiche individuali.

Alla base quindi delle risposte cliniche di ciascuno va posta anche la conoscenza degli equilibri personali e delle ipersensibilità alimentari esistenti per questo motivo abbiamo valutato la variazione di Peso, % Body fat e Body Mass Index in pazienti sovrappeso od obesi dopo aver eseguito il test DRIA per la ricerca delle intolleranze alimentari e aver seguito il relativo piano nutrizionale. Per un'analisi dettagliata dello studio eseguito dalla dottoressa Perrone, clicca qui (sezione per gli operatori).

Dott.ssa Giovanna Perrone
titolare di un Centro DRIA a Milano

 
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