Di tutte le piante di cui Sapori Eurosalus ha trattato finora, le crucifere (o brassicacee) sono senz’altro tra le più importanti e preziose. Non solo infatti la famiglia è ampia (comprende oltre 2000 varietà), ma è soprattutto utilissima per prevenire una notevole quantità di disturbi.
Tra le più importanti brassicacee impiegate in fitoterapia troviamo la borsa del pastore, con spiccate proprietà antiemorragiche e di regolarizzazione del ciclo mestruale, la coclearia, molto indicata nelle bronchiectasie, e l’erisimo, molto utile nelle patologie dell’alto apparato respiratorio.
Ad uso alimentare, invece, tra le crucifere più note incontriamo il cavolo, il cavolo rapa, la colza (quest’ultima tra l’altro, allo studio come possibile fonte energetica alternativa), il cavolfiore e il ravanello. Forse alcuni lettori di Eurosalus conoscono la terapia del Dr. Max Gerson, il medico americano che, qualche decennio fa, propugnò una dieta fortemente incentrata sul consumo di vegetali centrifugati, e che poneva in particolar modo l’accento sul consumo di succhi centrifugati, brassicacee incluse. Benché non scientificamente accreditata, la terapia Gerson è oggi rivalutata proprio per la ricchezza documentata, in queste piante, di composti isotiocianati. I composti isotiocianati contenuti in questi vegetali sono infatti ormai ampiamente accreditati per le loro proprietà antitumorali: il meccanismo d’azione pare essere legato alla capacità di rimuovere scorie tossiche presenti all’interno dell’organismo e potenzialmente cancerogene. In pratica questi alimenti svolgerebbero una profonda azione detossificante, capace di proteggerci dall’insorgenza di alcune forme tumorali. Sapori Eurosalus ha già pubblicato in proposito un interessantissimo studio in merito alle relazioni tra tumori alla vescica e assunzione di crucifere.
La ricchezza in minerali e vitamine, inoltre, fa dei cavoli alimenti particolarmente indicati in caso di anemia, e nelle fasi di recupero immediatamente successivo a malattie affaticanti. Vediamone qualcuno più da vicino:
Il cavolo: in medicina popolare è utilizzato come antinfiammatorio e in caso di ascessi, artrosi, artriti, foruncoli, cistiti, emorroidi, faringiti, astenia generale. La scoperta di una sostanza, il gefarnato, ha permesso di impiegarne il succo con ottimi risultati in caso di ulcera gastrica, grazie alla sua spiccata attitudine a rinforzare la parete dello stomaco.
I broccoli contengono elevate quantità di composti indolici e di vitamina C, e hanno un notevole potere saziante, antistitichezza e immunostimolante.
I cavolini di Bruxelles sono invece particolarmente ricchi di acido folico (o vitamina B9), molto prezioso in gravidanza per prevenire la spina bifida, ma anche molto utilizzato nei soggetti celiaci per proteggere il loro delicato intestino. La rapa, preziosissima invece contro la stitichezza, è molto utile inoltre in caso di bronchite, gotta, obesità, litiasi renale e dermatosi in genere.
In generale questi straordinari vegetali svolgono un’azione complessivamente riequilibrante anche in caso di amenorrea, dismenorrea e dolori mestruali in generale, nonché in caso di ferite suppuranti, nelle piaghe, e in genere in tutte le problematiche della pelle. Buoni i risultati anche in caso di distorsioni, reumatismi, ascessi. Nell’ambito della medicina popolare il cavolo veniva consigliato centrifugato in associazione con il succo di carota e di finocchio per curare non solo molte affezioni dell’apparato respiratorio e dell’apparato circolatorio, ma anche patologie epatiche rilevanti.
Secondo una tradizionale ricetta popolare, il cataplasma di cavolo verza associato a senape (notoriamente revulsiva e pertanto ideale per stimolare il richiamo di sangue in loco) e ad aceto di vino avrebbe spiccate proprietà curative nelle mialgie e sciatalgie.
Controindicazioni e intolleranze alimentari Un loro consumo eccessivo può aumentare, ove già presenti, eventuali problemi di flatulenza e meteorismo. Cautela pertanto nelle persone soggette a questi fastidi. I broccoli, e in misura minore il cavolo verza, il cavolo cappuccio e le altre brassicacee, possono inoltre contenere quantità significative di salicilati. Varrà, come sempre, tenerne conto in caso di intolleranza accertata a questi sali.
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