RecallerProgram e grandi gruppi alimentari: facciamo chiarezza


di Attilio Speciani - Allergologo e Immunologo Clinico
19 Febbraio 2013

DOMANDA

Gentile Dott. Speciani,dopo aver letto il suo libro “Recuperare la tolleranza alimentare” e soffrendo spesso di colite, mi sono decisa ad effettuare RecallerProgram. Tuttavia, ho riscontrato alcune incongruenze nel test. In particolare è risultato che sono intollerante ai gruppi “latte, lieviti e nichel” e in virtù di ciò dovrei “far ruotare” alcuni alimenti tra cui il mais, i kiwi, i funghi, la mozzarella (cibi che assumo) e che sono stati analizzati singolarmente e dei quali non risulto intollerante. Come si spiega questa incongruenza? Mi chiedevo se c'è una spiegazione o se forse il test presenta delle criticità da mettere a punto.Grazie

RISPOSTA

Gentilissima Lettrice,

come descritto nel libro "Recuperare la tolleranza alimentare" che ha letto, nella parte che riguarda i Grandi Gruppi Alimentari, lo scopo di RecallerProgram, perfettamente riuscito, è quello di identificare i grandi gruppi e non la singola sostanza verso cui si reagisce.

La sua domanda è interessante, ma non tocca alcun tema di criticità, perché RecallerProgram è stato strutturato in questo modo specificamente per superare le pesanti criticità che erano presenti in molti test precedenti. Per farle un esempio accadeva spesso infatti (e accade anche ora) che a persone che segnalavano una risposta nei confronti della ricotta e della mozzarella, ma senza segnali sul Parmigiano, venisse detto di mangiare liberamente il Parmigiano perché "il test non lo segnalava". Si tratta di un errore molto grave che infatti impediva alle persone in questione di controllare e rieducare la loro condizione infiammatoria.

Gli elementi importanti, razionati e scientifici, che giustificano la nostra scelta sono questi:

1) Le Immunoglobuline G (IgG) relative al Gruppo Alimentare possono fluttuare nei loro valori ed essere legate a reazioni di "similitudine", per cui può succedere che la stessa persona presenti valori di IgG più alte verso pomodoro, kiwi e arachidi in un prelievo e in quello successivo, dopo un mese avere magari questi valori più bassi e solo il pomodoro, con mandorla e funghi più elevati. Questo caratterizza appunto una reazione complessiva al Nichel (compresi spinaci e mais, anche se non fossero positivi singolarmente) indipendentemente dai singoli valori.

2) La definizione dei Grandi Gruppi è connessa ad un calcolo molto preciso di cui le faccio un esempio pratico: un livello elevato di IgG per il formaggio fuso mi darà un punteggio specifico per le proteine del latte, un altro per i cibi salati, un altro per le sostanze fermentate e un altro ancora per i grassi cotti. Ognuno di questi punteggi va a costituire parte del risultato finale che è quello che le viene poi segnalato.

3) L'esistenza dei Grandi Gruppi Alimentari e del loro significato è stata documentata in un lavoro di analisi statistica che abbiamo recentemente presentato (7 febbraio) al congresso di Nizza della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI) dedicato al tema delle reazioni allergiche agli alimenti. Nel corso del Food Allergy and Anaphylaxis Meeting (FAAM 2013) il nostro lavoro di ricerca ha rilevato il valore scientifico di questo tipo di raggruppamento. Più di 5.000 soggetti si sono sottoposti alla valutazione del titolo di IgG per più di 40 alimenti. Questi dati sono stati analizzati e studiati valutando la correlazione tra i vari alimenti e arrivando a descrivere dei cluster di differenziazione (raggruppamenti) molto precisi. Con nostra grande soddisfazione sono stati identificati, con significatività sul piano statistico, 4 grandi gruppi alimentari appartenenti a latte, lieviti, nichel e frumento/glutine, confermando quello che da anni il nostro gruppo afferma. La reattività al gruppo dei salicilati naturali è pure stata evidenziata anche se in modo più sfumato dei 4 gruppi fondamentali.

Questo in pratica significa che una persona che evidenzi una reazione al Parmigiano e al latte di capra, avrà una reazione anche ai latticini bovini e alla mozzarella (per fare un esempio), nello stesso modo in cui una persona con una evidenza di reazione ai lieviti e alle muffe, anche se non segnalasse la presenza di anticorpi verso il formaggio, dovrà mantenere un controllo alimentare anche verso yogurt e mozzarella.

Da anni nel nostro centro (SMA di Milano) chi presenta problemi di infiammazione da cibo viene seguito e accompagnato verso la guarigione attraverso uno specifico percorso terapeutico.