Elogio dell'antistaminico: quando la terapia antiallergica è veramente integrata


di Attilio Speciani
20 Aprile 2015

C'è chi dice che siano le particolari condizioni meteo del periodo, chi parla di ultrapollini e chi dice che si tratta solo del "recupero" della stagione scorsa, passata un po' sotto tono dal punto di vista allergologico.

Ognuno ha le sue idee, sta di fatto che a fianco delle molte persone che hanno anticipato correttamente il trattamento antiallergico e stanno bene c'è un certo numero di persone che pur essendo in trattamento preventivo o terapeutico di tipo farmacologico classico o naturale presentano i fastidiosi sintomi allergici.

L'oscillazione della temperatura non aiuta e le piogge alternate a momenti di intenso calore generano picchi di concentrazioni di pollini imprevedibili.

Ci sono giorni in cui si deve fare lo slalom per evitare le nuvolette di piumini che hanno invaso le nostre città e molti quindi patiscono una recrudescenza dei fenomeni allergici, in termini di congiuntivite, di rinite e di asma.

L'allergia esprime davvero un mondo particolare, soprattutto perché le cause "allergeniche" non sono le sole che scatenano starnuti e asma, e quando si affronta la terapia dei sintomi allergici è sempre necessario considerare l'insieme di cause che la possono favorire, quelle intestinali e alimentari, quelle dovute ai pollini e quelle di tipo emotivo e psicologico, discusse e affrontate da Rita Levi Montalcini.

È interessante rilevare che ci sono persone sotto trattamento classico (come antistaminici e cortisonici) che hanno bisogno talvolta di integrare la loro terapia con qualche granulo omeopatico di Sinalia (3 granuli sublinguali 2-4 volte al giorno) o di Histaminum 15CH per risolvere finalmente lo sgocciolamento nasale.

Ma allo stesso modo ci sono persone che hanno fatto già il trattamento iposensibilizzante a bassa dose, che stanno prendendo gli integratori adeguati, ma che in alcuni giorni hanno comunque bisogno di prendere magari mezza compressa di Zirtec, di Xyzal o di Kestine, alcuni tra i più classici antistaminici in uso.

Nella mia pratica professionale, ed anche nell'esperienza clinica del centro SMA, dove da anni seguiamo persone con sintomatologie allergiche stagionali attraverso specifici percorsi terapeutici, il ricorso alla integrazione tra differenti modalità terapeutiche è sempre visto come una benefica scelta che tiene da conto tutti gli aspetti della persona.

Certo, se dovessi scegliere di usare un alto dosaggio antistaminico per una intera stagione primaverile farei alcune considerazioni sul suo uso, visto che ad esempio gli antistaminici possono indurre un aumento della resistenza insulinica, ma l'uso occasionale di un antistaminico classico aiuta ad esempio a ridurre i sintomi in un momento specifico e ad avere una azione di rilassamento (gli antistaminici hanno spesso una concomitante azione detensiva) magari importante per quel particolare momento.

La stessa cosa avviene quando la comparsa di un picco pollinico inaspettato provoca in una persona che sta facendo correttamente le sue terapie naturali una improvvisa crisi asmatica che rende utile l'impiego transitorio di uno spruzzo di Beta 2 stimolante (ad esempio del Ventolin).

La tipica visita improvvisa alla "zia Luigina" che vive in campagna in una giornata di vento spiega quale sia una delle classiche occasioni per questo tipo di intervento.

Ritengo queste scelte integrate tra le più utili per tenere da conto sia i benefici a lungo termine di un trattamento che rispetti l'equilibrio generale, sia gli effetti immediati di un trattamento solo sintomatico che non sviluppa effetti dannosi se usato solo transitoriamente. 

I farmaci sintomatici poco sopra segnalati sono tra quelli che meglio agiscono nei soggetti allergici e raramente ho avuto bisogno di colliri specifici.

L'impiego del collirio omeopatico Euphralia è in genere sufficiente a mantenere in equilibrio le condizioni oculari anche in piena stagione allergica instillando 1-2 gocce per occhio dalle 3 alle 4 volte al giorno.

Spesso invece accade che nonostante l'uso dei soli antistaminici persistano dei segnali di reazione ed ecco che allora una maggiore attenzione alla dieta, l'uso integrato di probiotici specifici (Inolact Infantis) o di integratori antiallergici, come Oximix 3+ Allergo (2-3 capsule al giorno per qualche giorno), Quercitina Complex (2-3 compresse al giorno per qualche giorno), Zerotox Ribilla (da 2 a 4 perle al dì), possono essere di enorme utilità nel controllo della sintomatologia.

Spesso l'impiego efficace di queste sostanze porta la persona a cercare soluzioni più naturali negli anni successivi.

Da parte mia, pur prediligendo la terapia dolce, dando comunque pieno valore a tutte le possibilità di terapia, da utilizzare in modo integrato nel rispetto della sensibilità individuale.

Va poi ricordato, dando retta alla Montalcini, che anche due coccole, un bacio e un pensiero positivo possono aiutarci in modo ancor più fisiologico a stimolare una risposta antiallergica e a riprendere contatto con la fiducia nel futuro anziché con la sua paura, allergizzante.