Donnamoderna.com


venerdì, 4 marzo 2005 0:00

Diamo i numeri? 40-30-30 per distribuire i pasti in DietaGIFT

La dieta zona, un regime dietetico che ha riscosso un discreto successo commerciale e del quale abbiamo più volte parlato su Eurosalus,  pone alla base della sua “ricetta” i numeri 40-30-30, che stanno a rappresentare il rapporto calorico corretto tra carboidrati, proteine e grassi da abbinare ad ogni pasto.

Lo scopo di questo mix è soprattutto quello di tenere controllati i picchi di insulina, e fa riferimento all'apporto calorico fornito da ciascun componente (non al suo peso).

Numerosi nutrizionisti hanno contestato il concetto del 40-30-30 ritenendo che un 30% di proteine rappresentasse un apporto eccessivo.

Ognuno ha così prodotto la sua formuletta alternativa: 50-20-30 piuttosto che 60-20-20.

Noi che abbiamo elaborato dietaGIFT non stiamo a questo gioco, che reputiamo privo di consistenza per diversi motivi. Innanzitutto riteniamo che il 40-30-30 sia un falso problema: la dieta zona non è infatti una dieta sbilanciata sulle proteine, quanto piuttosto una dieta fortemente ipocalorica.

L'apporto proteico (calcolato sulla base di 1-1,5 g di proteine al giorno per kg di peso corporeo) è assolutamente in linea con la maggior parte delle indicazioni nutrizionali comunemente accettate. Ciò che deve preoccupare è invece il fatto che una volta fissato un fabbisogno di 105 g di proteine per un individuo di 70 kg, il criterio del 40-30-30 comporta il fatto che l'alimentazione quotidiana di quell'individuo preveda solo altri 131 g di carboidrati e 50 g di grassi, per un totale calorico (fate i vostri calcoli..) che riuscirà a stento a tenerlo in piedi, tanto è basso!

Gli esiti sul metabolismo di quell'individuo sono prevedibili: un rallentamento metabolico generalizzato, con conseguente riduzione delle funzioni immunitarie ed emuntorie, perdita di massa muscolare, e infine riduzione del fabbisogno calorico quotidiano (cioè dopo qualche mese si ingrasserà a parità di apporto calorico!)...

In verità un'analisi approfondita del meccanismo dell'insulina ci deve fare capire che l'abbinamento proteine-carboidrati non è assolutamente in grado, da solo, di farci dimagrire. Il suo effetto principale - legato alla secrezione di glucagone da parte delle isole di Langerhans del pancreas - è il blocco del meccanismo perverso dell'ipoglicemia reattiva, con conseguente blocco degli accessi di fame incontrollata ad essa connessi.

Gli zuccheri in eccesso rimossi dall'insulina vengono infatti comunque trasformati in grassi, se le condizioni metaboliche lo consentono.

In altre parole: abbinare proteine e carboidrati ci toglie la fame belluina dovuta all'azione sbilanciata dell'insulina, ma non ci può fare dimagrire.

Attivare il dimagrimento

Il dimagrimento incomincia solo quando si abbina un regime costante di calma insulinica (facendo uso di cibi a basso indice glicemico) ad un'attivazione metabolica che deve derivare principalmente dal movimento fisico (lungo e a bassa intensità) e da una distribuzione dei pasti nella giornata che assecondi i ritmi ormonali di consumo ed accumulo (catabolici e anabolici).

In sintesi

Abbinare le proteine serve, solo se contemporaneamente si tiene bassa l'insulina attraverso la scelta dei cibi, e si attiva il metabolismo. Se ciò non avviene possiamo usare tutti i 40 30 30 che vogliamo, ma il nostro grasso rimarrà esattamente dov'è.

DietaGIFT ragiona dal punto di vista dell'individualità, e fissato un fabbisogno generico bilanciato tipico del sedentario (certo più vicino ad un 50-20-30 che a un 40-30-30), modifica poi queste percentuali in funzione dinamica della quantità di movimento che l'individuo svolge.

Dopo avere fatto del movimento fisico, infatti, le scorte di zuccheri (sotto forma di glicogeno) sono basse, e l'assunzione di carboidrati non provocherà ingrassamento, perché l'insulina utilizzerà quell'apporto per colmare le scorte zuccherine intaccate dallo sforzo prolungato.

Il bilancio quotidiano, dunque, cambierà in funzione della quantità di sport svolta. Nessun senso avrebbe reintegrare le energie perdute con cibi 40-30-30: vi sarebbe solo un accumulo indesiderato di proteine (inutili) che andrebbe ad affaticare i reni e a produrre metaboliti azotati da rimuovere rapidamente.

Il bilancio di un giorno attivo sarà per forza diverso da quello di un giorno passato in sedentarietà. E più la giornata sarà stata attiva, più il rapporto dovrà spostarsi a favore degli zuccheri. Senza paura di ingrassare. Anzi, nella consapevolezza del fatto che il lavoro svolto contribuirà a smaltire (anche nelle ore successive allla fine dello sforzo) del grasso in eccesso.

 

Se proprio vogliamo dare un po' di numeri... allora possiamo quantificare il numero di calorie da assumere nell'intera giornata, divisi per pasto. Senza impazzire con i calcoli, dietaGIFT suggerisce al risveglio una colazione-brunch che preveda il 40% delle calorie destinate ai pasti principali, un pranzo con il 30-35% delle stesse, e una cena leggera in cui assumere il 25-30% residuo.

Questo calcolo non riguarda invece le calorie assunte nella giornata con frutta e verdura crude, le cui quantità sono assolutamente libere.

Una tale suddivisione asseconda i picchi di testosterone, cortisolo e ormoni tiroidei del mattino (ormoni catabolici, ovvero di consumo), e non dà "benzina" agli ormoni anabolici (di accumulo) del pomeriggio-sera come il GH o l'insulina stessa.

DietaGIFT consente di fare le dosi senza alcuna fatica, e di mangiare in totale libertà e senza costrizioni alcuni cibi (frutta e verdura) considerati estremamente favorevoli e sazianti.

Nella pratica quotidiana si tratta quindi semplicemente di privilegiare quantitativamente gli apporti mattutini a scapito di quelli serali, scegliendo prevalentemente tra i cibi consigliati piuttosto che tra quelli che fanno maggiormente ingrassare.

La personalizzazione della dieta in funzione dell'attività svolta è assolutamente indispensabile, per non fare stare tutti dentro un unico abitino stretto.

A qualcuno serve comodo, a qualcun altro aderente. Lasciamo che dietaGIFT studi per ciascuno la soluzione più adeguata per il ripristino dell'equilibrio perduto.

Luca Speciani

Medico alimentarista

Carboidrati  Dieta  Metabolismo  Proteine  Insulina 

VEDI ANCHE...

I NOSTRI ESPERTI
L'ESPERTO RISPONDE

SINTOMI & MALATTIE

  • A
  • B
  • C
  • D
  • E
  • F
  • G
  • H
  • I
  • L
  • M
  • N
  • O
  • P
  • R
  • S
  • T
  • U
  • V
    170 malattie presenti