Reattività a Nichel


Sinonimi: Nichel e grassi vegetali idrogenati, infiammazione, contaminanti, contatto, solfato di nichel


di Attilio Speciani  - Allergologo e Immunologo Clinico

La reattività al Nichel è una condizione clinica molto comune che sta occupando la quotidianità in modo via via crescente, per le reazioni sistemiche e da contatto che può scatenare nell’organismo.

Questo metallo pesante è contenuto in molti cibi e in molti oggetti di uso comune per cui è difficile evitarne il contatto nella vita quotidiana.

Uno dei motivi della sua diffusione è dovuto al fatto che senza mai provocare una reazione immediata, l'assunzione alimentare di cibi con un elevato contenuto di nichel, o di sostanze che gli assomiglino, contribuisce all'aumento complessivo dell'infiammazione da cibo di un organismo.[1] 

Negli ultimi anni, allergie, intolleranze ed infiammazioni dovute al nichel stanno aumentando di frequenza e studi recenti hanno dimostrato come seguendo una dieta di rotazione si possa migliorare e guarire da queste patologie dovute all’elevato contenuto di solfato di nichel.

Esistono documentate correlazioni tra l’assunzione di nichel e lo sviluppo di dermatiti [Sharma AD “Low Nickel Diet in Dermatology” Indian J Dermatol. 2013 May-Jun; 58(3): 240. doi:  10.4103/0019-5154.110846], quindi il consumo controllato di cibi contenenti questo elemento è un fattore determinante per il recupero da sintomi di sensibilizzazione da nichel.

Ogni essere vivente è in grado di adattarsi progressivamente all'ambiente esterno e la nostra scelta è quella di definire un limite di tollerabilità di assunzione di questo elemento.

[chapter]I segnali legati alla patologia[/chapter].

Il nichel è uno degli elementi più diffusi in tracce e si trova in moltissimi alimenti consumati quotidianamente, in quanto è abbondante nel suolo; per questo motivo viene assorbito da piante e animali che costituiscono poi parte fondamentale della dieta umana.

Un soggetto che sviluppa una reattività al nichel si troverà a manifestare sintomi a carico dei diversi apparati: molto frequenti sono lo sviluppo di dermatiti (anche dermatiti da contatto, per esempio da bigiotteria), eczema, prurito e comparsa di arrossamenti.

In casi di reattività o allergia al nichel si possono verificare anche problemi sistemici, per esempio a carico dell’apparato respiratorio quali starnuti, asma, naso bloccato.

Quando il nichel viene consumato o entra comunque in contatto con l’organismo, il sistema immunitario del soggetto che ne è sensibile viene attivato e reagisce con i sintomi sopracitati [Zirwas MJ et al. “Dietary Nickel as a Cause of Systemic Contact Dermatitis” J Clin Aesthet Dermatol. 2009 Jun; 2(6): 39–43].

È stato provato come i sintomi legati al nichel diminuiscano o scompaiano quasi del tutto quando i pazienti siano sottoposti a un regime alimentare che controlli i cibi contenenti questo elemento.

 Trattamento

La prima indicazione di fronte a problemi locali o sistemici da nichel è di effettuare un test Recaller o Biomarkers, identificando i livelli di infiammazione presenti e il Profilo Alimentare personale, che guiderà le scelte nutrizionali successive.

La scelta terapeutica passa quindi attraverso la diagnosi dell'infiammazione da cibo e attraverso lo studio di eventuali altre contemporanee reattività alimentari.

È importante ricordare quanto l'organismo sia in grado di adattarsi progressivamente all’ambiente esterno, quindi non bisogna discriminare ogni alimento contenente nichel.

Nonostante un contenuto minimo di questo composto possa esser trovato in molti alimenti, la nostra scelta è di agire con una dieta mirata solo sugli alimenti che ne contengono in più elevata quantità, lasciando quindi al consumatore ancora un’ampia possibilità di scelte alimentari.

La dieta di chi è reattivo al Nichel dovrà porre molta attenzione non solo ai cibi con alto contenuto di questo composto ma anche ai cibi processati contenenti oli industriali cotti. 

Una delle cause che ha portato ad una maggiore presenza di sovraccarico da solfato di nichel è legato all’uso massiccio da parte dell’industria alimentare di grassi vegetali idrogenati e non idrogenati. A causa della presenza di abbondanti residui di solfato di nichel nella lavorazione dei grassi vegetali, chi ha una manifestata infiammazione dovuta al nichel dovrà seguire una dieta che agisce in particolare su molti cibi industriali.

Riguardo ai cereali che contengono nichel, vengono controllati solo il mais e l’avena, anche se il miglio, il grano saraceno, il frumento e il riso ne contengono una parte, ma in misura molto inferiore. Per questi ultimi cereali, dunque, come regola generale va considerato che la presenza di nichel nel chicco (cereale o estruso) è trascurabile, mentre la macinazione della farina può portare invece a una presenza variabile e spesso elevata di residui di nichel.

Purtroppo, vegetali molto consumati (e apprezzati) hanno un alto contenuto di nichel come ad esempio: lenticchie, asparagi, spinaci, funghi, mais.

Stesso discorso per alcuni frutti come kiwi, pere, pomodoro, frutta secca e tutti i tipi di semi oleosi (mandorle, nocciole, arachidi, ecc).

Carni e pesci in scatola (tipicamente come il tonno in lattina) dovranno esser limitati ai giorni liberi di dieta, così come il cioccolato.

 Integrazione
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È noto che il Nichel contenuto in un frutto reagisce molto di più nell'organismo se è affiancato da altri metalli pesanti come il cadmio o il cromo, indicatori di una possibile contaminazione dei terreni o di un eccessivo sfruttamento degli stessi con fertilizzanti chimici. Per cui è utile l'integrazione di altri minerali “buoni” per l'organismo quali zinco e manganese noti per l'azione sul sistema immunitario  e il mantenimento di diversi equilibri metabolici.

L'impiego di sostanze disintossicanti o antinfiammatorie specifiche come Inositolo, Perilla e Ribilla, o antiossidanti minerali, affiancati da un microbioma funzionante e grazie ad una integrazione con probiotici, contribuiscono alla soluzione dei problemi legati al Nichel.

 

LINK SUGGERITI

http://www.eurosalus.com/intolleranze-allergie/nichel-falsi-miti-e-nuove-strategie-di-cura

http://www.eurosalus.com/malattie-cura/dermatite-allergia-o-no

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http://www.eurosalus.com/intolleranze-allergie/allergia-al-nichel-cibi-consentiti-e-alternative

 

http://www.eurosalus.com/intolleranze-allergie/allergia-al-nichel-attenzione-ai-grassi-cotti

 

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3667300/

 

 Prevenzione
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Il controllo del consumo di cibi processati industrialmente e la conoscenza di quali cibi ad alto contenuto di nichel siano abitualmente presenti sulla tavola sono i punti chiave per intervenire sui processi infiammatori causati dal consumo di cibo ad alto contenuto di questo elemento.        

Alcuni accorgimenti sono validi per limitare la concentrazione di nichel che viene assorbita durante la digestione, per esempio con il consumo combinato di vitamina C ad ogni pasto.

Anche il consumo di ferro stesso (o cibi ad alto contenuto di questo minerale) favorisce lo stesso effetto.

Una particolare attenzione merita il fumo di tabacco: il fumo porta il nichel non solo a contatto con bocca, occhi ma soprattutto nella profondità dei polmoni per cui entra velocemente nel circolo sanguigno, quindi la concentrazione di nichel nell’organismo cresce in modo evidente.

Dunque ridurre l'apporto alimentare di nichel è fondamentale, ma bisogna altrettanto smetter di fumare per riuscire a ritrovare un vero equilibrio.