Naturopatia e Medicina: manutenzione e cura del fegato


di Luca Avoledo
16 Gennaio 2011

dice Avoledo:

Ci preoccupiamo, soprattutto con l'avanzare dell'età, che i capelli restino tutti al loro posto, che le gambe continuino a permetterci di andare a ballare o il cervello seguiti a ragionare lucidamente.

Tendiamo invece a trascurare organi la cui attività è in apparenza silente, ma che rappresentano, per i compiti fondamentali che svolgono, la “polizza assicurativa” del nostro benessere.Tra questi c'è il fegato, una voluminosa ghiandola associata all'apparato digerente, che ha pochi eguali nel corpo per ricchezza di funzioni.

Si tratta di un meraviglioso laboratorio naturale che, filtrando quotidianamente un'immensa quantità di sangue, provvede al metabolismo dei nutrienti, partecipa alla difesa attiva dell'organismo, produce la bile necessaria a digerire i grassi e costituisce il principale sistema di disintossicazione del corpo, dal momento che neutralizza tossine, inquinanti e altre sostanze nocive.

Insufficienza epatica, steatosi epatica, epatite, calcoli alla colecisti sono le patologie più note tra quelle che interessano il distretto epatico.

Ma i segni che possono indicare una cattiva funzionalità del fegato o una necessità di migliorare l'attività di questo prezioso organo sono molti di più: stanchezza immotivata, sonnolenza postprandiale, inappetenza al risveglio, alitosi, nausea, difficoltosa digestione dei grassi, scarsa concentrazione, stitichezza e altri ancora.

Così come sono molteplici gli stili di vita e i comportamenti che dovrebbero spingerci a preoccuparci del suo benessere, tra cui innanzitutto l'eccessiva esposizione a tossine ambientali (inquinamento, fumo ecc.), l'uso cronico di farmaci, il consumo di alcol e droghe, un'alimentazione inadatta a fornire il necessario pool di nutrienti indispensabili al corretto funzionamento epatico.

Per una trattazione dell'argomento più approfondita, rimandiamo all'articolo Il trattamento naturopatico del fegato.

Le frecce all'arco della naturopatia per salvaguardare la salute del fegato e migliorarne, ove sia il caso, l'efficienza, implementando le capacità di detossificazione e drenaggio epatico, sono davvero tante: curcuma, brassicacee (o crucifere), tarassaco, cardo mariano, carciofo, glutatione, magnesio, vitamine del gruppo B e vitamina C sono solo i principali tra i presidi naturali ad attività protettiva e depurativa del fegato.

dice Speciani:

Quando ero piccolo ogni parente o amico che venisse visitato da mio padre, Luigi Oreste (cui è dedicato un intero settore di questo portale), riferiva che la massima attenzione venisse data al fegato.

Spesso, in presenza di disturbi vaghi e in assenza di diagnosi precise, una azione di supporto al fegato, attraverso la nutrizione o attraverso alcuni farmaci, portava a risolvere problemi spesso irrisolti da lungo tempo.

La aneddottica familiare si arricchiva col tempo di cugini che avevano male ad un piede, di mio padre che sentenziava dopo accurata visita “...è il fegato...” e di dolori che a quel punto con l'uso di qualche sostanza metilante o di qualche antiossidante o di Inositolo in grande quantità finalmente guarivano. Lo stesso avveniva per le gastriti o per le congiuntiviti.

Al centro si evidenziava un ruolo potente di questo organo che evidentemente non serve, come alcuni credono, solo per digerire. L'azione di riequilibrio, sul piano ormonale, metabolico, biochimico e immunologico che il fegato è in grado di attivare è veramente immensa.

Gli studi di oggi aiutano a capire come mantenere attive tutte le sue potenzialità anche attraverso l'alimentazione. In primo luogo ricordiamo a tutti che quando il fegato è compromesso, una dieta che controlli attentamente il sovraccarico alimentare di lieviti e prodotti fermentati può essere di grande aiuto, e nella nostra pratica clinica, tutte le epatopatie, anche gravi, traggono beneficio da questo tipo di alimentazione.

Risulta ovvio infatti che se l'alcol (espressione massima di fermentazione) risulta lesivo per il fegato, un intollerante ai cibi fermentati subirà un danno (anche se minore) dal semplice uso di altri prodotti fermentati come il pane, il formaggio, lo yogurt o l'aceto.

Un altro aspetto alimentare che può contribuire a guarire il fegato è quello del controllo della produzione di adipochine. Attraverso il corretto bilanciamento di carboidrati e proteine nel singolo pasto si può modulare la produzione di adipochine che aiutino il fegato a guarire o all'opposto, mangiando in modo diverso (ad esempio con una preponderanza dicarboidrati e dolci) si può portare il fegato ad ammalarsi.

Lo stesso vale per la steatosi epatica, situazione in cui l'insulina gioca un ruolo determinante. Il controllo della steatosi può avvenire anche solo semplicemente con una azione di tipo nutrizionale.

I rimedi e gli integratori che possono essere realmente di aiuto, oltre all'Inositolo già segnalato, sono la Curcuma, cui il dottor Avoledo ha dato ampio risalto, e in genere molti antiossidanti naturali (Tè verde, Aleurone PF1) che hanno la caratteristica di contribuire anche ad ottenere risultati estetici importanti e alcuni drenanti naturali (come Depur e Depur-H).