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L'influenza aviaria fa irruzione negli zoo. In uno zoo della Thailandia muoiono due tigri e due leopardi durante un'epidemia locale di questa malattia. I ricercatori che hanno studiato le cause della loro morte sono giunti a conclusioni sorprendenti.
Come riferito dal Journal Watch del 10 dicembre 2004, i ricercatori che hanno studiato queste morti, avvenute un anno fa (Keawcharoen J et al Avian influenza H5N1 in tigers and leopards Emerg Infect Dis 2004 Dec, 10:2189-91), hanno trovato nei felini morti (dopo essersi nutriti con carcasse di pollame fresco provenienti da un macello locale) tracce di un virus dell'influenza aviaria praticamente identico a quello che uccide i polli, cioè non mutato come avviene in genere nell'infezione dei mammiferi.
Ma il dato più interessante è che prima di ammalarsi (2 settimane prima di morire), gli animali colpiti erano stati vaccinati contro la panleucopenia (un comunissimo vaccino contro la leucemia dei felini).
Un intervento profilattico per niente particolare, quindi, eseguito di routine, un po' come noi ci vaccineremmo contro l'influenza.
Gli stessi ricercatori hanno avanzato l'ipotesi che la vaccinazione alla quale erano stati sottoposti abbia avuto un effetto immunosoppressivo, che cioè i felini, venuti in contatto col virus mediante le carcasse infette di cui si erano cibati, non siano stati in grado di difendersi adeguatamente contro il nuovo virus.
Abituati come siamo a collegare tra loro gli avvenimenti per fare previsioni sul futuro della medicina, potremmo non sbagliarci quando immaginiamo che tra qualche mese una qualche vaccinazione contro l'influenza aviaria verrà proposta a largo raggio. Ma eventi come quello dello zoo tailandese devono farci riflettere: se almeno un po' assomigliamo agli animali, per difenderci dai virus che ci minacciano, forse vaccinarci (anche nei confronti di quelli vecchi) non è la scelta migliore.
Redazione Eurosalus
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